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Bees against G20, tutte le proteste: bloccati il porto di Napoli e una raffineria

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G20 clima, ambiente ed energia: mentre a Napoli si riuniscono i ministri delle prime 20 potenze mondiali, gli attivisti si mobilitano per le proteste.

G20 clima, ambiente ed energia: mentre a Napoli si riuniscono i ministri delle prime 20 potenze mondiali, da giorni gli attivisti si stanno mobilitando in protesta. Uniti sotto la sigla Bees against G20, gli attivisti ieri hanno violato simbolicamente la zona rossa, per un sit-in a piazza Plebiscito. La protesta di ieri non riguarda solo il G20 in generale, ma anche la presenza di esponenti del governo della Turchia: “Napoli ha concesso la cittadinanza onoraria ad Ocalan, è amica del popolo curdo e del Rojava. Nella nostra città il governo assassino di Erdogan, che nel silenzio internazionale perseguita e trucida il popolo curdo, non è il benvenuto!“.

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Sempre ieri pomeriggio, si è tenuto l’Ecosocialforum organizzato dagli attivisti, a cui ha partecipato anche Vandana Shiva. “Combattete la violenza di un sistema che si propone come economico, ma che in realtà è un sistema ecocida, lo stesso che 20 anni fa ha ucciso Carlo Giuliani. Quando la popolazione in India ha iniziato a insorgere contro l’impero inglese, nel 1942 furono costituite piattaforme come la Banca Mondiale, dove uomini con i soldi decidono le sorti del pianeta, chi è sacrificabile e chi no. Un modello ancora riprodotto nei summit del G20” – l’intervento della carismatica ambientalista indiana – “L’unico interesse di questi incontri è generare profitti, autoalimentare il sistema capitalista e proporre finte soluzioni. Questo è il momento di dire la verità contro il potere, urlargliela contro“.

Questa mattina, invece, gli attivisti di Bees against G20 hanno bloccato prima il porto di Napoli e poi la raffineria Q8 di San Giovanni a Teduccio. “Abbiamo bloccato il porto e in particolare il settore della logistica, la circolazione delle merci è attualmente uno dei fattori più inquinanti, troppo spesso lavoratori e lavoratrici sono stati costretti a scegliere tra disoccupazione e tutela della vita e della salute. I recenti sequestri di rifiuti tossici nel terminal del gruppo colosso MSC dimostrano che questi terminal sono bombe ecologiche” – scrivono gli esponenti dei movimenti ambientalisti – “Le stesse aziende che sfruttano e minacciano i lavoratori e le lavoratrici sono quelle che inquinano l’ambiente, nel terminal So.Te.Co. c’erano 500 tonnellate di rifiuti pericolosi più altre 100 nei container dell’azienda del gruppo MSC. Gran parte di questo materiale altamente inquinante finiva nel fiumiciattolo Pollena e poi in mare“.

Sul blocco della raffineria, invece, viene spiegato: “Questo è uno delle decine di impianti ecocidi con i quali il territorio della zona est di Napoli è stato inquinato e devastato. È esattamente questa la nostra idea di transizione ecologica: fuoriuscita dal fossile, senza compromessi, al di fuori di ogni operazione di greenwashing. Le multinazionali sono alleate dei governi, ma decisamente nemiche dell’ambiente e della nostra salute“. Subito dopo la protesta alla raffineria, alcuni attivisti di Bees against G20 hanno anche bloccato lo svincolo della A3 di Ponticelli, proprio nei pressi della zona industriale di San Giovanni a Teduccio.

Bees against G20 ha poi dato appuntamento alla cittadinanza per la manifestazione di oggi pomeriggio, alle ore 16, a piazza Dante.
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