AttualitàSalute

Occhio all’etichetta, nelle BB Cream fino a 14 sostanze altamente preoccupanti

Condividi

Secondo un nuovo Rapporto di Women Engage for a Common Future (WECF) France, membro della coalizione EDC-Free Europe, gli articoli cosmetici (e ampiamente utilizzati) che vengono venduti nei supermercati, nelle profumerie e nelle farmacie possono contenere sostanza preoccupanti.

I prodotti cosmetici sono un vero e proprio mix di interferenti endocrini: biossido di titanio, bht, fenossietanolo e talco.

Analizzando infatti le etichette di quarantasette prodotti in tre categorie di trucco – creme BB, correttori e mascara – il rapporto identifica 37 sostanze preoccupanti, inclusi interferenti endocrini, sostanze persistenti e bioaccumulabili, nanoparticelle o allergeni.

Climavore, il progetto che esplora i legami tra cibo e crisi climatica

I risultati dell’indagine del WECF France, riportata su ‘Il Salvagente’ mostrano che:

  • 31 prodotti su 47 (oltre l’80%) contenevano almeno un ingrediente molto preoccupante.
    Delle 37 sostanze preoccupanti identificate, 7 sono interferenti endocrini estremamente preoccupanti.
  • 36 prodotti contenevano ingredienti di plastica.

La categoria ‘più problematica’ sembra essere quella delle creme BB, con un campione contenenti 13 sostanze preoccupanti.

La BB cream di Rimmel, ad esempio, contiene, nell’ordine: bht, butylphenyl methylpropional, cyclopentasiloxane, ethylhexyl methoxycinnamate, fenossietanolo, biossido di titanio, chlorphenesin, citronellol, geraniol, hexyl cinnamal, limonene, linalool e profumi.

I primi cinque ingredienti li troviamo nella lista delle sostanze che gli esperti francesi hanno indicato come “altamente preoccupanti”, sulla base di criteri basati sull’esame delle proprietà tossicologiche ed ecotossicologiche delle sostanze.

Per stabilire le categorie “preoccupati” e “poco preoccupanti”, gli esperti hanno considerato le classificazioni e/o le comunicazioni delle agenzie nazionali e internazionali (Echa – European Chemicals Agency, Ansm – National Agency for Health Safety of Medicines and Health Products, Anses – National Agency for Health Safety of the Food, Environment and Lavoro, Sccs – Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori, Epa danese – Agenzia danese per la protezione dell’ambiente, ecc.), il lavoro della Commissione europea e le pubblicazioni scientifiche indipendenti disponibili nelle banche dati.

A preoccupare non è solo la BB Cream di Rimmel, a contenere diversi ingredienti sospetti ci sono anche: Clearins BB Skin Detox Fluide (11 sostanze sospette) e Uriage Rosellane (10sostanze).

Aeroporto Ciampino, Consiglio di Stato conferma il Piano antirumore. Lombardi: “Una sentenza storica”

Migliore la situazione dei correttori.

Il peggiore, con 8 ingredienti sgraditi, è Lavera Natural Cover & Care stick seguito da Maybelline Effaceur correctueur (7 sostanze).

Per i mascara invece la situazione è decisamente più buona: Chanel (Le volume revolution), Kiko (Darker blackest volume & colour intensifier mascara) e Lavera (volume mascara) contengono 4 sostanze sgradite.

Il mascara Avene (couvrance mascara haute tollerante) non contiene nessun ingrediente sospetto.

Le 37 sostanze individuate sono per la maggior parte interferenti endocrini che aumentano i rischi di un cattivo funzionamento del sistema ormonale.

Conclusioni analoghe emergono anche dal rapporto di WECF che suggerisce alle autorità di regolamentazione, di giungere quanto prima alla messa al bando di alcune sostanze, alle aziende, di informare con maggiore accuratezza i consumatori e a quest’ultimi di leggere con attenzione l’Inci prima di acquistare un qualsiasi cosmetico.

(Visited 41 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago