Animali

Basta animali in lockdown! La nuova campagna lanciata da HSI Italia

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Parte la nuova campagna di HSI Italia “Basta animali in lockdown! ” per chiedere un futuro migliore, più umano e sicuro per tutti dopo la crisi COVID-19. “Questo coronavirus è solo l’ultimo di una serie di malattie zoonotiche che hanno devastato la salute umana e la società”, Martina Pluda, direttrice HSI Italia.

In risposta alla crisi COVID-19 ed in vista della fase di ripresa e rilancio, Humane Society International Italia lancia oggi la campagna #BastaAnimaliInLockdown per chiedere un’azione decisiva volta a prevenire una nuova crisi sanitaria globale e plasmare un futuro migliore, più umano e sicuro per gli esseri umani e gli animali.

Secondo HSI Italia sono tre le misure chiave che la Commissione Europea ed i governi degli Stati Membri, incluso quello italiano, devono adottare per ridurre il rischio di malattie zoonotiche. A tale proposito è fondamentale:

  1. Fermare il traffico di animali selvatici vivi;
  2. Mettere fine all’uso delle gabbie per gli animali d’allevamento;
  3. Vietare l’allevamento ed il commercio di animali da pelliccia.

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Martina Pluda, Direttrice di HSI Italia, ha affermato: “La pandemia di Covid-19 avrebbe dovuto suonare come un campanello d’allarme per l’umanità. Questo coronavirus è solo l’ultimo di una serie di malattie zoonotiche che hanno devastato la salute umana e la società a causa del modo in cui l’essere umano abusa degli animali. Più continuiamo a sfruttarli per il cibo, la loro pelliccia, l’uso medicinale o per l’intrattenimento e più invadiamo o distruggiamo i loro habitat naturali, maggiori sono le probabilità di diffusione di nuove patologie. Crediamo che sia giunto il tempo di rivalutare la nostra relazione con gli animali e il modo in cui sfruttiamo il mondo naturale. Crediamo che un futuro migliore, più umano e sicuro per tutti debba partire dall’Europa.”

Allevati in cattività o catturati in natura, gli animali selvatici acquistati e venduti come animali domestici esotici o per altri scopi commerciali, possono trasmettere una varietà di infezioni virali, batteriche, fungine e parassitarie che comportano gravi rischi per la salute. Vietare il commercio di animali selvatici vivi è essenziale per proteggere le persone dalle zoonosi. Il precedente c’è già. Nel 2007 l’UE ha vietato l’importazione di uccelli selvatici come misura per prevenire la diffusione dell’influenza aviaria, che può avere gravi ripercussioni non solo per le popolazioni di pollame, ma anche per la salute pubblica.

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Mettere fine all’uso delle gabbie come metodo d’allevamento è la seconda misura imprescindibile. Se da un lato è una vera fortuna che il COVID-19 non abbia colpito le specie allevate per la produzione di carne, latticini e uova, questa pandemia ha certamente dimostrato quanto sia fragile il nostro sistema alimentare. Nei sistemi produttivi di tipo intensivo, migliaia di animali dello stesso genotipo vengono confinati in un unico luogo per essere processati ad un ritmo incessante. Tenere gli animali d’allevamento in questo modo crea un rischio per lo sviluppo di agenti patogeni zoonotici che possono potenzialmente contagiare gli esseri umani. Secondo HSI Italia è necessaria una transizione verso sistemi produttivi liberi dall’uso delle gabbie e rispettosi del benessere animale.

Infine, i casi di coronavirus negli allevamenti di animali da pelliccia dei Paesi Bassi e della Danimarca hanno evidenziato i rischi collegati al confinamento ed allo sfruttamento di questi animali. Considerata la crudeltà associata al settore della pellicceria e poiché visoni, volpi e procioni possono essere infettati dai coronavirus SARS-CoV, l’allevamento e il commercio di queste specie dovrebbero essere vietati. Anche i rivenditori del settore dell’abbigliamento dovrebbero sostenere la tendenza verso una moda libera dall’uso di pellicce, per eliminare del tutto la domanda di questi prodotti.

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Dati:

  • Nel 2018, l’Unione Europea ha importato oltre 560.000 esemplari vivi di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi selvatici protetti. Sono ancora 300 milioni gli animali, come galline e maiali, che nell’Unione Europea trascorrono la propria vita, o una parte sostanziale di essa, in gabbia. Ogni anno, circa 100 milioni di animali vengono allevati e uccisi per la loro pelliccia.
  • L’elenco dei patogeni che possono essere trasmessi dagli animali selvatici tenuti come “pet” è lungo: hantavirus, Bartonella, Tularemia, virus Herpes B, Mycobacterium, tigna, Yersinia, Clostridium, Campylobacter, Leptospira, Trichinella, ecc. Anche gli uccelli domestici sono collegati a malattie come la clamidofilosi, la psittacosi, la tubercolosi e l’influenza aviaria.
  • Sebbene l’Unione Europea abbia vietato alcune delle pratiche d’allevamento più crudeli, come ad esempio l’uso delle gabbie in batteria, HSI Italia ritiene che anche le gabbie arricchite per le galline ovaiole e le gabbie di gestazione per le scrofe vadano proibite a favore di sistemi alternativi, maggiormente rispettosi del benessere animale.
  • Dal 26 aprile 2020, il SARS-CoV-2 è stato identificato in 17 allevamenti di visoni dei Paesi Bassi. Due dipendenti sono risultati positivi al COVID-19 e si ritiene che la trasmissione sia avvenuta tramite i visoni. Il Governo olandese ha ordinato l’abbattimento di tutti gli animali presenti negli allevamenti colpiti.
  • Il 17 giugno 2020, anche le autorità danesi hanno annunciato la presenza del coronavirus in un allevamento di visoni della Danimarca; 11.000 animali sono stati abbattuti. Da allora il virus è stato rilevato anche in un secondo allevamento, nella stessa regione.
  • Anche altri animali da pelliccia, come volpi e cani procione, possono infettarsi con virus correlati al SARS-CoV, fungendo potenzialmente da ospiti intermedi per la trasmissione del virus all’uomo. Casi positivi sono stati trovati nei mercati di fauna selvatica in Cina.

Dalle ore 12:00 di martedì 23 giugno, HSI Italia si unisce alle associazioni Animal Equality, LAV, Essere Animali e Lega del Cane con un tweetstorm per chiedere all’Europa e all’Italia di prendere misure concrete per prevenire un’altra crisi sanitaria globale, radicata nello sfruttamento degli animali e creare un futuro più umano, sicuro e libero per tutti.

PETIZIONE #BastaAnimaliInLockdown

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