#BASTAAMIANTO, RIPRISTINIAMO GLI INCENTIVI PER CHI BONIFICA I TETTI E PASSA AL FOTOVOLTAICO

BastaAmianto, ripristiniamo gli incentivi per chi bonifica tetti e passa al fotovoltaico. È il 1976, in una conferenza medica internazionale si attesta che l’amianto è cancerogeno.

Due anni dopo, nel 1978, il Parlamento europeo ne chiede la messa al bando.

Nel 1981 la prima causa civile contro l’Eternit di Casale, che porta nel 1986 alla chiusura dello stabilimento di Casale.

Tra il 1985 ed il 1994, l’amianto viene gradualmente vietato nel Regno Unito.

Solo nel 1987, viene emanata la prima ordinanza di divieto dell’amianto in Italia. È il sindaco di Casale ad emanarla.

Tra il 1995 e il 2004 l’amianto viene messo al bando anche in Giappone.

Inizia nel 1996 a Casale, il processo di bonifica culminato nel 2005 con la sarcofagazione dello stabilimento.

Nel 1997, la Francia segue l’esempio e ne vieta l’impiego.

Nel 2000 il Wto sostiene la decisione di Parigi, che chiede un bando mondiale, ma sono solo 60 paesi a vietarlo.

Oggi, a 26 anni dalla messa al bando, si stima siano presenti nel nostro Paese dalle 32 alle 40 milioni di tonnellate di amianto, tra 1 e 2,5 miliardi di metri quadri di coperture in fibrocemento di amianto su capannoni; strutture; edifici pubblici e privati, mentre sono 75.000 gli ettari di territorio in cui c’è un’accertata contaminazione.

Un killer silenzioso che ogni anno provoca tra i 3 mila ed i 6 mila morti.

Forti conseguenze anche sulle spese sanitarie, che vanno dai 2,4 ai 3,9 miliardi di dollari, senza contare i costi indiretti come le cause legali.

L’amianto continua ad essere quindi uno dei grandi problemi irrisolti del nostro Paese.

#BastaAmianto è la petizione lanciata su Change.org per chiedere di ripristinare lo strumento più efficace, finora messo in campo, per consentire la bonifica di tetti e coperture in amianto. Ovvero, legare un extraincentivo per la bonifica della copertura, agli incentivi dedicati a chi produce energia pulita attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici.

Più di 38 mila le firme già raccolte. Tra i primi firmatari, personalità di spicco del mondo ambientalista e della politica italiana come Rossella Muroni, Stefano Ciafani, Giuseppe Civati, Francesco Ferrante, Gianni Silvestrini e Giovanni Battista Zorzoli.

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