Barilla, arriva la “Carta del Mulino”: biscotti senza glifosato

Barilla ha sottoscritto la “Carta del Mulino”, 10 regole rivolte agli agricoltori, mulini e stoccatori, per produrre farina di grano tenero in modo sostenibile, nel rispetto della terra e della biodiversità. Al punto 7 si legge: “E’ vietato l’uso del glifosato dalla semina fino al raccolto”. Ecco tutte le altre regole della Carta. 

Buongrano” è il primo biscotto con il 100% di farina sostenibile.  L’ambizione è convertire l’intera produzione alla farina sostenibile. La “Carta del Mulino” un disciplinare composto da 10 regole per la produzione di farina di grano tenero sostenibile, è stata presenatata da Barilla,  nello stabilimento di Castiglione delle Stiviere in provincia di Mantova.
Adottato per la semina 2018-2019 e realizzata in collaborazione con il Wwf, l’Università di Bologna e l’Univeristà della Tuscia, l’ente di controllo RINA e ISCC PLUS,  la “Carta del Mulino”  è “un insieme di 10 regole per la coltivazione sostenibile del grano tenero”, con cui Barilla intende non solo portare qualità nei prodotti, ma anche supportare il lavoro delle comunità degli agricoltori e favorire la biodiversità salvaguardando gli insetti impollinatori.

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Lo stabilimento di Castiglione delle Stiviere è il più grande biscottificio d’Europa, con 381 persone impiegate. E dal biscotto “Buonograno“, presentato come prima referenza del Mulino Bianco realizzata con il 100% di farina sostenibile, parte la sfida.  L’ambizione è rendere l’intera produzione sostenibile: “Gli obiettivi che ci siamo dati sono molto sfidanti. Quest’anno partiamo solo con un prodotto, Buongrano e sono 5mila tonnellate di grano tenero e 73 agricoltori. A regime saranno 5mila agricoltori e 240mila tonnellate di farina“, così Giuseppe Mora, responsabile acquisti di grano tenero Mulino Bianco.

La “Carta del Mulino” è rivolta ai coltivtatori di grano tenero,  mulinistoccatori e la sua applicazione corretta  è verificata tramite un ente di controllo indipendente (RINA), e la certificazione all’ISCC PLUS (International Sustainability and Carbon Certification).

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Nella sua sostanza  la “Carta” punta a preservare la struttura del suolo, incrementandone la fertilità, ridurre la presenza di parassiti, limitare l’uso di sostanze chimiche, prediligendo l’applicazione di metodi fisici e di metodi utilizzati dall’agricoltura biologica. Poi ancora favorire lo sviluppo della biodiversità, evitando l’uso di pesticidi e vietando l’uso di glifosato, per dar modo alle api e agli altri insetti di impollinare.

Tra le 10 regole specifiche c’è quella di rispettare, per i terreni, un piano di rotazione per le colture principali: tre colture diverse nel corso di cinque anni; seminare miscele di essenze vegetali per creare aree fiorite, senza l’utilizzo di prodotti chimici, per almeno il 3% delle aree dedicate alla coltivazione del grano tenero della Carta del Mulino; usare varietà di frumento indicate da Barilla, per ottenere prodotti finiti di qualità e per utilizzare quelle più adatte alle diverse zone di coltivazione, al fine di diminuire l’uso di prodotti chimici.

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Sono poi vietati l’uso di materiale vegetale OGM, di neonicotinoidi per il trattamento del seme, per proteggere le api e gli altri insetti impollinatori, di glifosato, utilizzato per le piante infestanti, dalla semina fino al raccolto, non solo nella fase di pre-raccola (come previsto in Italia dal decreto ministeriale 9/8/2016).

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