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BANCHE, PADOAN: “NON HO AUTORIZZATO MINISTRI AD OCCUPARSI DI ETRURIA”

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Banche, Padoan: “non ho autorizzato ministri ad occuparsi di Etruria”. 

Mentre la Commissione d’inchiesta sulle banche si prepara ad affrontare quella che sarà una settimana di fuoco, il candidato premier del M5S , Luigi Di Maio, alza il tiro.

Boschi è solo la punta dell’iceberg. Io chiedo – dice – quanto è coinvolto lo Stato nella vicenda banche? Lo Stato, una sua parte, è ricattabile?” – aggiunge poi.

Intanto a Palazzo San Macuto, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, nel corso della sua audizione davanti alla Commissione banche ripercorre la storia della crisi del credito in Italia e le misure adottate dal governo.

Anni in cui, ricorda il Ministro,  “la lunga recessione ha pesato sul sistema”.

Un passaggio poi, lo dedica a spiegare le ragioni che hanno portato il governo, attraverso Bankitalia, a mettere in risoluzione le quattro banche (CariFerrara, Chieti, Etruria e Banca Marche), con uno schema di intervento che escludesse il Fondo interbancario di tutela dei depositi.

Non c’erano alternative” alla risoluzione – ha sottolineato il ministro dell’Economia – “l’unica alternativa era la liquidazione con conseguenze ben più gravi sui risparmiatori”.

Per Padoan, “c’è stata una sostanziale capacità di gestione del sistema”, ma non esclude – in alcuni casi – “responsabilità importanti a livello di singoli istituti”.

Ci sono stati inoltre, “casi in cui la vigilanza poteva fare meglio ma questo – dice – avveniva in un momento complesso di cambiamento della normativa europea».

L’Italia infatti non poteva andare contro l’Ue in “maniera unilaterale” in quanto – aggiunge – “ uno Stato membro non può dare esecuzione a misure di aiuto prima di una decisione positiva della Commissione europea”.

Spiega poi, che “se si fosse proceduto senza notificare gli interventi del Fondo alla Commissione, essi sarebbero stati dichiarati incompatibili con il quadro normativo europeo sugli aiuti di Stato o con la Brrd, con conseguente obbligo di restituzione, come avvenuto nel caso Tercas”.

“Inoltre – aggiunge Padoan – dal punto di vista patrimoniale, la ricapitalizzazione delle banche da parte del Fondo sarebbe stata completamente neutralizzata dalla necessità, per le stesse banche, di effettuare un accantonamento di tipo contabile a fronte delle future azioni della Commissione”.

Quanto al caso Banca Etruria: “la proposta di commissariamento è arrivata da Bankitalia. Abbiamo recepito e condiviso l’esigenza di commissariamento» – dice, sottolineando che “le discussioni a livello di governo sulle banche in difficoltà e non su una in particolare – ha precisato – avvenivano in modo continuativo tra il presidente del Consiglio e me e – aggiunge – in altre rare occasioni ci sono state discussioni in gruppi più ampi del governo ma prevalentemente tra il presidente del Consiglio e il sottoscritto».

Racconta di aver incontrato “moltissime volte Ghizzoni”, ma mai “il dottor Boschi”, padre del
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena, ed ex vicepresidente di Banca Etruria.

Rispondendo infine a chi gli chiedeva se avesse autorizzato il ministro Maria Elena Boschi ad avere colloqui con soggetti coinvolti nel caso Etruria risponde: “Non ho mai autorizzato nessuno ad andare a parlare su questioni bancarie né richiesto che membri del governo venissero a riferire a me ” di questi “contatti con il mondo bancario”.

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