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Bali dice addio alla plastica monouso ma l’isola deve essere liberata dai rifiuti

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Bali fatica a gestire le tonnellate di rifiuti che vengono prodotte ogni. Bye Bye Plastic Bags è riuscito a vietare la plastica monouso ma sono molti i progetti in corso per liberare l’isola dai rifiuti.

Bali è stata per tanto tempo una meta paradisiaca ma le onde, le spiagge e lo stile di vita dell’isola ora sono minacciati da bottiglie di plastica, contenitori e cannucce che ora dominano le spiagge. “Nuoto attraverso i rifiuti quando sono sulla mia tavola in acqua e a terra ci sono pile di rifiuti” ha spiegato Lula Marie Seureolu, che visita la spiaggia sin da piccola. Certi giorni si reca sulla spiaggia solo per le attività di puliziac’è plastica ovunque”.

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Il problema raggiunge il suo culmine durante la stagione delle piogge, tra dicembre e febbraio, quando i fiumi trasportano i rifiuti fino all’oceano. Bali e le altre isole indonesiane non hanno abbastanza impianti di raccolta e gestione dei rifiuti e di conseguenza metà dei rifiuti prodotti sono destinati a finire nel suolo, nei condotti d’acqua o in mare. L’Indonesia è il secondo più grande inquinatore dopo di plastica dopo la Cina. Tuttavia ci sono stati dei positivi cambiamenti di recenti. Vengono organizzate molte raccolte giornaliere sulle spiagge ma il loro effetto è temporaneo perché ogni onda trasporta nuovi rifiuti.

Ogni soluzione a lungo termine ha bisogno di coinvolgere il governo ed è proprio quello che le due sorelle, Melati e Isabel Wijsen stanno cercando di fare. Le due sorelle hanno creato l’organizzazione Bye Bye Plastic Bags, cresciuta fino a diventare un movimento adolescente globale che tra i vari progetti ha quello di proibire l’utilizzo delle buste di plastica. Per chiedere aiuto al governo di Bali hanno dovuto far appello al turismo, il settore più importante dell’Isola. I turisti si recano sull’isola in cerca di mari incontaminati e pesci colorati ma quello che trovano sono solamente discariche e rifiuti. Le sorelle Wijsen, insieme ad altre organizzazioni, hanno incontrato il governo locale e ottenuto un divieto entrato in vigore nel luglio 2019 sulle buste di plastica, i containers e le cannucce di plastica monouso.

Insieme vogliamo dar vita ad un cambiamento. Dobbiamo cambiare il modo in cui le persone si comportano, vogliamo convincerle a pensare fuori dagli schemi” ha commentato Isabel. Dal 2013 Bye Bye Plastic Bags si è diffuso in 29 paesi e le due sorelle sono diventate due famose motivatrici e vogliono continuare ad ispirare i giovani di tutto il mondo. “Non si va da nessuna parte puntando il dito” ha spiegato Isabel “dobbiamo fare dei piccoli passi per dar vita al cambiamento”. Meno della metà dei rifiuti di Bali viene gestito correttamente mentre il resto viene bruciato o gettato nella natura. Il risultato è che 33,000 tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nell’oceano ogni anno. Il turismo è in crescita e di conseguenza anche i rifiuti; i turisti producono 3.5 volte i rifiuti dei locali e sono responsabili per il 13% dei rifiuti totali prodotti. Il governo deve cercare di trovare un equilibrio tra il numero di visitatori e i rifiuti prodotti e recentemente ha avviato una collaborazione con The Bali Partnership, un’organizzazione che supporta l’iniziativa nazionale del Presidente Joko Widodo per ridurre del 70% i rifiuti che finiscono nell’oceano entro il 2025.

Più di 400 organizzazioni religiose e culturali, insieme a membri del settore pubblico e privato lavoreranno insieme nelle 15 aree in cui i danni provocati dai rifiuti sono maggiori. L’obiettivo è di ridurre del 50% le 33,000 tonnellate di rifiuti che finiscono nell’oceano entro 5 anni. L’ Indonesia, una delle nazioni del G20 con una popolazione di 260 milioni di persone, sta crescendo rapidamente sia in termini di popolazione che di sviluppo economico e le sue infrastrutture di gestione di rifiuti faticano a tenere il passo: solamente il 39% dei rifiuti viene riciclato e gestito nelle discariche.

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Il problema per la gestione dei rifiuti è la decentralizzazione del sistema di gestione. “Ci sono più di 80,000 villaggi in tutta l’Indonesia” ha spiegato Joi Danielsonnon possiamo aspettarci che tutti abbiano le abilità tecniche, gli interessi e i fondi disponibili per portare avanti un sistema di raccolta efficiente. Anche quando c’è un capo villaggio interessato a portare avanti questi lavori, le elezioni scuotono il sistema dei rifiuti. Bruciali o gettarli via è più facile”.

Per risolvere questo problema, Bali ha avviato la costruzione di alcune strutture per il riciclo. Nel distretto occidentale di Jembrana, una delle aree maggiormente inquinate, alcune strutture diverranno operative grazie allo STOP project. Gli amministratori del progetto lavoreranno con i governi locali e nazionali per fornire opzioni per il riciclo dei rifiuti organi grazie ad un sito di smaltimento dei rifiuti conosciuto come TPST. Il progetto mira a gestire il 100% dei rifiuti prodotti dalle abitazioni e dalle imprese di Jembrana e creare un modello di sviluppo sostenibile che possa gestire correttamente i rifiuti a livello locale ma anche creare nuovi posti di lavoro.

Se l’Indonesia vuole gestire in modo migliore i propri rifiuti e raggiungere l’obiettivo della riduzione del 70% entro 5 anni il paese deve estendere la sua raccolta dei rifiuti secondo Gede Hendrawan, esperto di scienze marine della Udayana University di Bali. “È un obiettivo ambizioso da parte del governo e dobbiamo sostenerlo. Ogni provincia e distretto in Indonesia deve disporre di dati di base relativi ai rifiuti mal gestiti e alla plastica che finisce nell’oceano. È importante disporre di tali dati di base per stabilire un obiettivo di riduzione significativo. Senza i dati di base, non saremo in grado di conoscere gli sforzi e i risultati che sono stati fatti. Di conseguenza il risultato si baserà solo sul rapporto cartaceo, non sui dati reali“.

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Per far fronte allo scarico dei rifiuti è inoltre necessario adottare misure di pulizia più rigorose e i ripulire i fiumi. “L’installazione di trappole per i rifiuti nei fiumi impedirà che questi arrivino negli oceani” ha spiegato Hendrawan, accogliendo con positività il divieto sulle buste di plastica ma sostenendo che questo non sia abbastanza se poi i rifiuti non vengono gestiti correttamente “Il governo ha bisogno di dar vita ad una corretta gestione dei rifiuti il prima possibile altrimenti il divieto non risolverà nessun problema. La centralizzazione della raccolta dei rifiuti migliorerà i programmi di raccolta e la loro longevità”.

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