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Balene, a rischio estinzione: 6 esemplari morti in un mese

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Sei balene del Nord Atlantico sono morte nell’arco di un mese, tre delle quali a causa dello scontro contro una nave. Si tratta di una delle specie più in pericolo di estinzione, con solo 100 femmine fertili rimaste

Gli esemplari sono state trovati al largo delle coste canadesi, nel Golfo di St Lawrence. Al momento sono poco più di 400 balene del Nord Atlantico rimaste e solo 100 di queste sono femmine con capacità riproduttive. Questa specie ha subito un tasso di mortalità estremamente alto negli ultimi anni, specialmente nel 2017.

“Sono tra i cetacei che si spostano più spesso alla ricerca di cibo”, spiega Nick Record, scienziato del Laboratorio Bigelow per le Scienze Oceaniche del Maine.

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Questi spostamenti, collegati al riscaldamento degli oceani,  ha spinto questi cetacei fuori dalle zone protette, rendendoli ancora più vulnerabili.

Continua il Dr Record: “Animali come le balene devono capire dove si trova il loro cibo, devono adattarsi a un nuovo ambiente quando si spostano. Lo spostamento delle balene potrebbe essere quasi considerato una migrazione climatica”.

Le balene del Nord Atlantico vengono chiamate “Right Whales” in inglese perché considerate le “balene giuste” da cacciare nel periodo d’oro delle baleniere americane. Spesso potevano essere cacciate vicino alla costa e fornivano un’enorme quantità di olio di balena, una risorsa di lusso ai tempi.

Queste caratteristiche hanno portato alla decimazione della specie che  da allora non si è più ripresa, toccando un minimo di 270 esemplari negli anni 90.

Sono animali lunghi fino a 20 metri, con massicci corpi scuri e una coda potente. Le loro bocche possono aprirsi a tal punto da far stare un uomo adulto in piedi all’interno. Si nutrono principalmente di plankton che filtrano dall’acqua attraverso i fanoni.

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Con così tante morti e poche nascite è probabile che le balene del Nord Atlantico spariscano entro 25 anni se qualcosa non cambia al più presto.

Una delle cause principali della morte di questi cetacei è purtroppo l’intervento umano, quasi sempre involontario: molto spesso gli animali muoiono dopo aver urtato una nave in transito o dopo esser rimasti incastrati nelle reti dei pescatori.

Il Canada ha approvato delle leggi apposite per la tutela di queste balene, come il limite di velocità navale fissato a 10 nodi nelle zone dove sono state rilevati i cetacei o l’aumento della sorveglianza nelle zone protette del Golfo di St Lawrence.

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Chris Oliver, membro del Amministrazione Nazionale per gli Oceani, ha richiesto un meeting con il governo canadese per richiedere “azioni immediate per fornire protezione e tutela” per le balene. “Prevenire la morte di anche una sola deve essere una nostra priorità”, ha dichiarato Oliver in un comunicato ufficiale.

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