Balene, misterioso “Blob” oceanico causa la diminuzione delle nascite

Balene. A partire dalla fine del 2013,una massa persistente di acqua oceanica insolitamente calda,soprannominata “il Blob“, si è lentamente diffusa a sud lungo la costa Pacifica del Nord America uccidendo la popolazione di krill e altri animali che formano la dieta delle balene.

Appena pochi anni fa sembrava che la popolazione delle balene nell’Oceano Pacifico stesse aumentando considerevolmente. Lo scioglimento delle calotte polare ha consentito l’allungamento della loro stagione di foraggiamento e il governo americano ha deciso che la presenza di balene era così in recupero da poter essere tolta dalla lista delle specie protette.

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Poi però naturalmente il riscaldamento globale è andato fuori scala. A partire dalla fine del 2013, una massa persistente di acqua oceanica insolitamente calda, soprannominata “il Blob”, è apparsa nel Golfo dell’Alaska e si è lentamente diffusa a sud lungo la costa Pacifica del Nord America. Dopo il  suo passaggio ne sono conseguite alcune altre anomalie, compreso il Tifone El Nino. Il blob misterioso è “sopravvissuto” per sei anni alzando la temperatura superficiale del mare in alcune zone di più di 3 gradi e uccidendo la popolazione di krill e altri animali che formano la dieta delle balene. Come risultato, molte meno balene hanno compiuto la loro annuale migrazione estiva di 3000 miglia dall’Alaska alle Hawaii per dare alla luce e accudire i cuccioli.

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Come spiegato da Rachel Cartwright, una studiosa di ecologia comportamentale della CSU: “La maggior parte delle femmine  migrano a sud per riprodursi solo se riescono a incamerare abbastanza grasso in estate, una decisone direttamente collegata al loro sistema riproduttivo. Le cellule del grasso producono un ormone chiamato Leptina che stimula l’ovulazione. Se non hanno abbastanza cellule del grasso, non ovulano”.

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Troppo presto per festeggiare.  Adesso che il blob si è dissolto, Cartwright spiega che molte balene sono tornate alle Hawaii quest’anno. “Sono appena tornata e posso confermare che il numero di mamme e cuccioli sono tornati al livello del 2014” ma, come spiega la ricercatrice, è ancora troppo presto per l’ottimismo.  L’impatto del blob sulla migrazione dei cetacei è stato a livello di una fluttuazione ma, considerando che il cambiamento climatico continua ad alzare la temperatura superficiale del mare in modo drastico, questi eventi saranno sempre più frequenti. Ciò rischia di impattare enormemente sulla popolazione delle balene che ancora adesso è sul filo dell’estinzione.

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