Auto inquinanti, ok definitivo Ue allo stop ai motori termici

Il Consiglio Ue Energia ha dato l’ok definitivo allo stop alla vendita di auto a motore termico dal 2035. L’Italia si è astenuta

Alla fine il Regolamento Ue sullo stop ai motori termici a partire dal 2035 è legge. I ministri dell’energia dei 27 Paesi membri hanno ratificato a maggioranza il provvedimento.

Dal 2035, dunque, sarà impossibile immatricolare automobili alimentate a diesel e benzina. L’ok del Consiglio Ue è arrivato dopo l’accordo, sabato scorso, tra la Commissione europea e il governo tedesco sulla possibilità di inserire gli e-fuels tra i carburanti accettati a partire dall’entrata in vigore della norma.

L’Italia, autrice di una analoga richiesta sul riconoscimento dei biocarburanti, ha deciso di astenersi a causa di un mancato accordo sul tema.

Ma il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha fatto sapere che l’apertura ai motori endotermici dal 2035 – seppure solo per combustibili sintetici – è comunque una buona notizia.

“L’Italia si è astenuta perché ha apprezzato il cambiamento di direzione da parte della Commissione nell’accogliere la possibilità di immatricolare anche motori endotermici dopo il 2035 e non più solo elettrici e l’apertura che c’è stata anche per una valutazione sulla neutralità tecnologica che potrà essere dimostrata in merito anche ai biocarburanti”, ha detto Pichetto Fratin.

Soddisfazione a metà da parte degli ambientalisti. Carlo Tritto, policy officer di Transport&Environment ha detto a TeleAmbiente di essere “soddisfatto per la componente di certezza che viene data all’industria che lo chiedeva e il messaggio forte verso l’elettrificazione. Lo siamo parzialmente perché questa apertura agli e-fuel è una lacuna normativa che permette di continuare ad utilizzare una tecnologia vecchia, che è il motore endotermico, che per noi è inefficiente e che non ha senso di essere quando tra 13 anni ci sarà una soluzione molto più pulita anche per quello che riguarda l’inquinamento atmosferico nelle città”.

L’intervista completa a Carlo Tritto di Transport&Environment