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Australia, proteste contro il governo per non aver affrontato i cambiamenti climatici

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I cittadini australiani sono scesi in piazza per manifestare contro il governo che continua a negare un legame tra gli incendi e i cambiamenti climatici.

Migliaia di australiani sono scesi in strada per protestare contro le inazioni del governo per fermare i cambiamenti climatici. La crisi degli incendi ha scatenato le polemiche sul governo di Scott Morrison e sull’assenza di una presa di posizione forte sulla riduzione delle emissioni. Il governo continua negare l’esistenza di un legame tra gli incendi e l’aumento delle temperature e ha già fatto reso noto più volte che non intende ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra per non mettere a rischio i posti di lavoro e la crescita economica.

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Molte strade di Sydney sono state bloccate dai protestanti al grido di “ScoMo deve andare a casa”. Simili proteste si sono svolte nella capitale Canberra e a Melbourne, due città ancora salve dalle fiamme ma in cui la qualità dell’aria è caduta così in basso da renderle due delle città con la qualità dell’aria più bassa al mondo. A Melbourne la folla è scesa in strada nonostante la pioggia e le basse temperature per manifestare urlando “Cacciamo ScoMo” e “eliminiamo i carbon fossili”.

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Il governo però ha risposto alle critiche che sostengono che non venga fatto il necessario per contrastare i cambiamenti climatici. In un’intervista alla radio 2GB Morrison ha spiegato di essere deluso dal fatto che la gente stia confondendo la crisi degli incendi con gli obiettivi dell’Australia sulle emissioni: “Non vogliamo distruggere i posti di lavoro e l’economia, e anche facendolo, questo non cambierebbe il fatto che stiamo affrontando la più grande stagione degli incendi della storia dell’Australia”.

La protesta di venerdì ha causato delle controversie anche a livello regionale. Daniel Andrews, governatore della Victoria, ha criticato le proteste perché mal organizzate e perché hanno richiesto risorse della polizia che sarebbero state necessarie altrove: “Il senso comune ci dice che esistano altri momenti per far valere la propria opinione. Rispetto il punto di vista delle persone, sono anche d’accordo con molti argomenti della protesta come i cambiamenti climatici, ma esiste un posto ed un momento per ogni cosa e non penso che una protesta ad oggi sia la cosa più appropriata”.

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Denise Lavell, un’insegnante che ha preso parte alla protesta crede che l’appello del governatore sia solo una tattica per distrarre le persone dalle proteste. “Il nostro paese sta bruciando, il nostro pianeta sta morendo e abbiamo bisogno che il governo lo capisca” ha raccontato la donna durante la manifestazione. Secondo gli scienziati la frequenza degli incendi e la loro intensità aumenteranno con il passare del tempo.

Le temperature in Australia sono aumentate di 1°C nell’ultimo secolo secondo Kate Marvel della NASA.Questo rende le ondate di calore e gli incendi più probabili. Non c’è una spiegazione per questo che abbia senso se non quella legata all’aumento dell’emissioni dei gas ad effetto serra” ha commentato Marvel su Twitter.

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