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Australia incendi, oltre 180 persone arrestate. E intanto il fumo raggiunge Cile e Argentina

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Arrestate oltre 180 persone sospettate di aver appiccato gli incendi, duemila case distrutte, 25 persone e milioni di animali morti. Questo il bilancio dell’emergenza incendi in corso in Australia. E intanto la nuvola di fumo ha raggiunto il Cile e l’Argentina.

La polizia australiana ha fatto sapere di avere arrestato oltre 180 persone sospettate di avere appiccato incendi nel Nuovo Galles del Sud, tre solo nell’ultimo fine settimana, mentre proseguono i devastanti roghi nonostante le piogge degli ultimi giorni in alcune aree del Paese. Lo riporta la stampa australiana.

Oltre 7 milioni di ettari di boschi sono bruciati da settembre ad oggi, e nella maggior parte dei casi si è trattato, secondo le autorità, di incendi provocati dall’uomo. Tra i fermati, anche 40 minorenni, che saranno giudicati dai tribunali nei prossimi mesi. In tutto sono stati contestati a 183 persone 205 reati connessi agli incendi boschivi; 24 di questi sono accusati di incendio doloso e rischiano una pena massima fino a 21 anni di reclusione. Altri avrebbero provocato i roghi per incuria e disattenzione, accendendo fuochi per cucinare o bruciare rifiuti, incappando comunque nei severissimi divieti in atto dall’inizio dell’emergenza incendi. Solo sabato scorso almeno 60 case sono state distrutte dal fuoco nel Nuovo Galles del Sud.

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La nuvola di fumo causata dagli intensi incendi boschivi che attanagliano l’Australia intanto ha raggiunto anche il Cile e l’Argentina, come annunciato dalle autorità meteorologiche dei paesi sudamericani. Un trogolo ovvero una depressione barometrica che penetra tra due aree ad alta pressione sarebbe servito da condotto attraverso il quale il fumo ha attraversato il Pacifico per circa 12.000 chilometri, raggiungendo questi paesi.

Il caldo ha concesso nelle ultime ore una breve tregua, e i vigili del fuoco ne stanno approfittando per ampliare le linee di contenimento intorno ai focolai. E’ probabile che le temperature saliranno di nuovo verso la fine della settimana, e vi è il timore che i due incendi maggiori in atto nel Nuovo Galles del Sud possano finire per confluire in un unico, gigantesco, fronte di fuoco.

Il Consiglio delle assicurazioni australiano ha fornito una stima parziale dei danni che ha raggiunto i 700 milioni di dollari australiani (430 milioni di euro), ma si prevede che saranno molto più ingenti.

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I vescovi australiani scendono in campo per chiedere “un piano nazionale” per arginare “l’apocalisse”. “La portata di questa crisi richiede una risposta nazionale e un impegno di tutta la Chiesa per integrare e coordinare ciò che sta accadendo localmente“, scrive in una nota il presidente della Conferenza episcopale, Mark Coleridge.

L’Australia – scrive il capo dei Vescovi australiani – sta affrontando una calamità senza precedenti e il fuoco sta divorando la terra in molti luoghi. Anche se non ci troviamo nelle aree più colpite, abbiamo visto tutti le immagini apocalittiche. Sono morte persone, case e città sono state distrutte, il fumo ha avvolto ampie zone del nostro Paese. Non c’è fine all’orrore che ci mette davanti alla nostra impotenza di fronte alla forza devastante della natura. Gli sforzi dei pompieri sono stati eroici. La resilienza delle comunità colpite è stata straordinaria. Questa risposta rappresenta il meglio dell’Australia“.

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