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Australia, la Grande Barriera Corallina è in pericolo: nuovi segnali di sbiancamento

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Secondo i dati l’aumento delle temperature delle acque ha messo nuovamente a rischio sbiancamento la Grande Barriera Corallina, ancora in via di recupero dopo l’ ultimo sbiancamento.

L’agenzia governativa responsabile del monitoraggio della salute della Grande Barriera Corallina dell’Australia ha registrato un segnale di un nuovo aumento delle temperature delle acque, che rischia di portare a nuovi eventi di sbiancamento. La Great Barrier Reef Marine Park Authority ha spiegato che un prolungato periodo di correnti oceaniche più calde ha portato ad un aumento delle temperature delle acque di 2°C ai 3°C sopra la media nel mese di febbraio 2020.

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Queste anomalie sono veramente pericolose e si sono intensificate nell’ultima settimana” ha commentato David Wachenfeld, a capo della ricerca. La barriera, che percorre 2,300 km della costa nord orientale dell’Australia, è in via di recupero dopo essere stata fortemente colpita dallo sbiancamento per due anni consecutivi nel 2016 e nel 2017.

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Le autorità del parco hanno spiegato che intendono portare avanti ulteriori investigazioni sullo sbiancamento. Lyle Vail, direttore dell’ Australian Museum’s Lizard Island Research Station che fa parte del Great Barrier Reef Marine Park, sostiene che circa il 40% dei coralli nelle acque dell’isola sia stato colpito da questo fenomeno.

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Il corallo Staghorn da blu è diventato fluorescente, un altro segno che la barriera è in pericolo” ha commentato la divisione australiana del WWF. La grande barriera corallina ha un valore economico e sociale di 56 miliardi di dollari: secondo un rapporto di Deloitte ci sono 64,000 posti di lavoro legati alla barriera, che fornisce all’economia australiana un contributo di 6.4 miliardi di dollari.

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