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Australia, 5 giovani denunciano il governo all’ONU: “Violazione dei diritti umani da inazione sul clima”

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Cinque adolescenti australiani, tra i 14 e i 24 anni, hanno presentato a tre enti delle Nazioni Unite denunce di violazioni dei diritti umani per quella che sostengono sia l’inazione sul Clima del governo australiano.

I giovani, fra cui membri della comunità indigena delle Prime nazioni e di quella delle persone disabili, sostengono che l’obiettivo adottato di riduzione delle emissioni entro il 2030 non garantisce i diritti di tutte le persone giovani in Australia, esponendole al rischio di gravi danni dal cambiamento climatico, secondo quanto riferisce il sito di Guardian Australia.

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La denuncia del gruppo, rappresentato da avvocati volontari del gruppo Environmental Justice Australia, precede di pochi giorni la conferenza sul Clima Cop 26 a Glasgow, dove alleati chiave dell’Australia, come Usa e Gran Bretagna, auspicano di vedere miglioramenti nella riduzione delle emissioni.

Tra i denuncianti c’è Ethan Lyons, un adolescente di Wiradjuri di 15 anni: “Da giovane, che vive anche con una disabilità, sento che è necessario fare tutto il possibile per chiedere un futuro sicuro per noi… abbiamo visto stagioni di incendi boschivi peggiorate, ondate di caldo più grandi, ed è ora di iniziare ad agire sulle persone che non faranno nulla al riguardo”.

L’Australia ha come obiettivo quello di ridurre per il 2030 le emissioni di gas serra del 26-28% rispetto ai livelli del 2005. L’obiettivo è stato ampiamente criticato in quanto incoerente con i pareri scientifici e inadeguato a rallentare il riscaldamento globale.

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Hollie Kerwin, avvocato esperto di clima presso Environmental Justice Australia, afferma che questa denuncia è significativa. Il gruppo chiede ai relatori speciali di sollecitare il governo australiano ad aumentare i suoi obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030.

Ma, aggiunge Kerwin, “l’atto di appellarsi alle Nazioni Uniti è di per sé significativo perché dimostra che questi giovani sanno quanto sia seria la posta in gioco e si fanno avanti e coraggiosamente dicono ‘questo sta accadendo a noi’. Non è una cosa nel futuro, sta accadendo ora“.

Un altro membro del gruppo, la diciottenne Leila Mangos, afferma che i giovani sono quelli che pagheranno il prezzo per quella che lei dice sia l’inazione del governo sul clima: “Entro il 2030 avrò solo 26 anni. La mia vita sarà appena iniziata. Ci viene detto più e più volte che salveremo il pianeta, e coloro che dovrebbero essere responsabili dell’azione per il clima – i nostri leader mondiali – trasferiscono la responsabilità a noi, la generazione che non può farci nulla”.

 

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