Clima

Australia, le foreste di kelp stanno scomparendo a causa del riscaldamento delle acque

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Le foreste di kelp stanno scomparendo dalle acque della Tasmania per via dell’aumento delle temperature, che ha già causato la morte del 95% di queste foreste.

Ci sono pochi posti al mondo dove ci si può tuffare nelle enormi foreste di kelp come la costa orientale della Tasmania. Sviluppandosi per oltre 40 metri, le foreste proteggono gli ecosistemi delle spugne, foche, gamberi, draghi di mare e innumerevoli specie di pesci. Tuttavia, come spiegato da Mick Baron, istruttore di tuffi e biologo, queste foreste stanno morendo.

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Le acque della costa orientale della Tasmania stanno soffrendo il riscaldamento globale: le temperature sono aumentate di quattro volte rispetto alla media globale, un aumento totale di 2°C, nel corso degli ultimi cento anni. Le acque calde che stanno colpendo l’Australia orientale sconvolgono gli ecosistemi, introducono nuove specie marine e causano la scomparsa del 95% delle foreste di kelp.

L’impatto sugli ecosistemi locali e sulla pesca è stato molto duro. “Il nostro intero oceano si è effettivamente spostato a sud“, afferma Baron. Le temperature dell’oceano di base variano meno rispetto a quelle sulla terra e in presenza di grandi cambiamenti le specie acquatiche non riescono ad adeguarsi rapidamente. In Tasmania questo è stato intensificato dalle ondate di calore estreme degli ultimi cinque anni, che secondo gli scienziati dipendono dai gas ad effetto serra. Cayne Layton, dell’University of Tasmania, sostiene che l’Australia ormai sia diventato il simbolo dei cambiamenti climatici: “E’ il posto del mondo in cui la perdita delle foreste di kelp è maggiore. La composizione delle acque è stravolta completamente”.

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Parte dei cambiamenti dipende dalla chimica: le acque più calde contengono meno nutrienti rispetto alle acque fredde, di cui le foreste di kelp hanno bisogno per crescere.Le acque calde inoltre portano anche nuove specie. Gli scienziati hanno registrato un aumento del 50% della popolazione dei ricci di mare nella barriera corallina dal 2001 al 2016. Inoltre ormai le acque della Tasmania sono l’habitat di sgombri, dentici e polipi, migrati dalle acque del New South Wales, in corrispondenza di un calo delle specie indigene.

L’industria dei molluschi è scesa del 40% dal 2016 a causa dell’impatto delle alte temperature e della pesca, nonostante secondo molti questa riduzione è stata necessaria per permettere alla popolazione di recuperare. I gamberi, che solitamente vivevano nelle foreste di kelp, sono stati a loro volta colpiti mentre le ostriche del Pacifico sono state colpite dalla “Sindrome della mortalità delle ostriche del Pacifico“, un virus ad azione rapida che si manifesta quando il mollusco si trova in presenza di acque più calde. Alcuni allevatori di ostriche hanno perso tutto il loro patrimonio. Secondo Alistair Hobday, scienziato “E’ frustrante, come persona mi sento inutile”.

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Baron sostiene che ci sia ancora bellezza sulla costa della Tasmania ma la possibilità di nuotare in una foresta di kelp ormai è andata perduta per sempre. Gli scienziati stanno lavorando per produrre delle tipologie di kelp adatte alle acque più calde ma anche in caso di successo è impossibile rimpiazzare la specie perdute. Baron con voce triste spiega che i suoi figli non saranno in grado di poter nuotare nelle foreste di kelp: “Questo è il prezzo dei cambiamenti climatici”.

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