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Australia, continua l’emergenza incendi. I roghi rischiano di devastare il paese VIDEO

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Australia, temperature oltre i 40 gradi e venti forti che peggiorano una situazione già critica. Allerta incendi. Stop viaggi per Natale.

 


Le autorità del South Wales hanno chiesto alla popolazione di rimandare gli spostamenti per le vacanze di Natale. “Chiediamo a tutti di evitare di percorrere strade che si trovino nelle vicinanze di un incendio”, ha detto il premier del New South Wales. .

Continua l’emergenza incendi in Australia dove è stata registrata la temperatura media più alta di sempre, 41,9 gradi

Il New South Wales (NSW), lo Stato più popoloso dell’Australia ha dichiarato il suo secondo “stato di emergenza” in un mese. Il caldo estremo e i forti venti continuano ad alimentare i roghi, tra cui tre grandi incendi che si sono sviluppati alle porte di Sydney.

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La dichiarazione dello stato d’emergenza ha concesso ai pompieri il potere di utilizzare le risorse del governo, le forze d’evacuazione, chiudere le strade e i servizi pubblici in tutto lo Stato, dove vivono più di 7 milioni di persone. Le autorità hanno detto che nel pomeriggio 106 incendi sono rimasti accesi, di cui la metà non è sotto controllo, e con previsioni di 45°C in alcune aree, le autorità hanno avvertito i residenti di rimanere in allerta.

“Le fiamme si sono diffuse molto velocemente e intensamente” ha spiegato il commissario Shane Fitzsimmons del Rural Fire Service (RFS), aggiungendo che due pompieri sono stati trasportati in elicottero negli ospedali con ustioni sui volti e sul corpo. A pochi giorni dal Natale, un periodo in cui molti australiani vanno in vacanza verso le coste, il Primo ministro del NSW, Gladys Berejiklian ha messo in allerta i cittadini per essere sicuri “di essere pronti a cambiare i propri piani in base alle circostanze”.

 

A Shoalhaven, meta turistica sulla costa a 190 km da Syndey, il sindaco Amanda Findley ha detto di aver disposto dei piani di evacuazione: “C’è un grande ammontare di fumo vicino la città, che mostra quanto vicine siano le fiamme. Fa molto caldo e c’è molto vento, quindi siamo tutti preoccupati che le fiamme possano diffondersi. Le persone sono veramente preoccupate che possano perdere ogni cosa”.

L’Australia sta combattendo con gli incendi su tutta la costa orientale da settimane. Sei persone sono morte, 680 case distrutte e circa 3 milioni di acri di bosco sono andati distrutti. Berejiklian ha fatto sapere che altre quaranta abitazioni sono andate distrutte giovedì. Mercoledì secondo l’ufficio meteorologico le temperature hanno raggiunto una media di 41.9°C.

 

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1,700 pompieri sono stati impiegati in tutto lo Stato ma secondo le autorità questo numero non è abbastanza per coprire ogni eventuale pericolo e hanno richiesto l’evacuazione delle aree a rischio quando era ancora sicuro farlo. L’attuale stato di emergenza durerà per sette giorni, con un divieto totale di accensione di fuochi che durerà fino alla mezzanotte di sabato. I più grandi incendi vicino a Sydney, dove vivono più di 5 milioni di persone, hanno portato ad un livello di inquinamento tale da farle scalare la classifica delle città più inquinate del mondo fino al quarto posto, superando città come Dhaka, Mumbai, Shangai e Giacarta.

 

Un incendio nel parco nazionale di Kanagra Boyd ha raggiunto la città di Campbelltown, dove vivono 157,000 persone. Il capo dell’ambulanza del NSW, Dominic Morgan, ha detto che il servizio ha riscontrato un aumento del 10% di chiamate di emergenza a causa di problemi respiratori nelle ultime settimane e ha avvertito la popolazione di rimanere in casa e rifornirsi di medicinali.

Il Primo Ministro australiano Scott Morrison è finito al centro delle critiche sui social media negli ultimi giorni per essere andato in vacanza durante la crisi, in aggiunta alle precedenti critiche contro il governo che secondo le accuse ha fallito nel contrastare i cambiamenti climatici. Come riportato dai media, mentre Morrison era in vacanza, 500 protestanti si sono riuniti fuori la casa del primo ministro per chiedere azioni urgenti sui cambiamenti climatici. L’ufficio del ministro ha rifiutato di rivelare la località in cui Morrison è in vacanza.

 

 

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Un protestante con indosso una maglietta hawaiana teneva in mano un cartello con scritto “ScoMo, dove diavolo sei?”, citando una vecchia pubblicità di Tourism Australia, vietata da tempo perché ritenuta troppo offensiva. Le nazioni vicine all’Australia sono state particolarmente critiche verso il paese alla COP25. “E’ stato veramente deludente vedere i nostri cugini australiani parlare di progresso vedendo l’orrore che stanno affrontando mentre il loro paese è in fiamme” ha spiegato il presidente delle Isole Marshall Hilda Heine.

 

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