Australia, ondata di calore primaverile e incendi fuori controllo: il video

Una settantina i roghi attivi nel Sud-Est del Paese, le stesse zone colpite dai devastanti incendi del 2019 e 2020. Tutte le mosse delle autorità, dall’emergenza alla prevenzione.

Sono ore particolarmente difficili in Australia, e in particolare nelle zone sud-orientali. Il Paese sta affrontando un’ondata di calore primaverile assolutamente anomala, mentre diversi incendi minacciano di far ripiombare diversi Stati nell’incubo dei roghi che, tra il 2019 e il 2020, causarono 33 morti, bruciando oltre 24 milioni di ettari e provocando danni inestimabili alla biodiversità.

Le aree più a rischio sono le stesse già colpite dalla lunga e devastante stagione degli incendi che si verificò quattro anni fa. E cioè, gli Stati del Nuovo Galles del Sud e di Victoria, oltre all’isola della Tasmania. La situazione è così delicata che le autorità hanno elevato l’allarme al livello 5, quello massimo, perché forti raffiche di vento, anche superiori a 110 km/h, minacciano di alimentare ulteriormente le fiamme.

L’Australia, anche per effetto di El Niño, da giorni sta vivendo un’ondata di calore assolutamente anomala e un clima molto più secco del solito, nonostante nell’emisfero Sud manchino ancora pochi giorni all’equinozio di primavera.

Al momento, diverse centinaia di vigili del fuoco stanno cercando di contenere una settantina di incendi boschivi attualmente attivi. Oltre a fronteggiare l’emergenza, si cerca di puntare anche sulla prevenzione: intorno a Sydney, ad esempio, per contrastare il possibile arrivo di nuovi incendi, viene utilizzata la tecnica del fuoco prescritto. Ovvero, l’applicazione di fiamme a bassa intensità che bruciano una parte di vegetazione, consumando così il combustibile fine che potrebbe fare da innesco ulteriore all’avanzare di incendi fuori controllo.

Generalmente, in Australia la stagione degli incendi inizia intorno al mese di novembre. I due mesi di anticipo preoccupano non poco le autorità locali e federali, oltre ai residenti: è forte il timore che quanto accaduto quattro anni fa possa ripetersi e le prossime ore saranno decisive. L’effetto di tutte le variabili, a cominciare dal clima caldo e secco e dai forti venti, è però difficilmente calcolabile a priori.