Dopo 24 ore il sito del ministero è ancora inaccessibile. Secondo fonti di stampa si tratta di un attacco hacker ma non si conoscono ancora gli autori

Il primo pensiero di molti è andato ai russi, maestri negli attacchi hacker contro i “nemici” occidentali. Ma al momento non è dato sapere chi si cela dietro l’attacco hacker che ieri mattina ha coinvolto il Ministero italiano della transizione ecologica.

Alle 12 di oggi il sito del Mite è ancora inaccessibile. Il ministro Roberto Cingolani, infatti, ieri aveva deciso di spegnere i server per tentare di bloccare l’attacco in corso. Evidentemente quei server non sono ancora stati riaccesi.

Era stato proprio Cingolani, ieri mattina, a dare la notizia durante un’intervista su Rai Radio 1. “Mentre vi parlo, oltre alla sicurezza energetica, vi dico che abbiamo minacce esterne rilevate sulla rete informatica del Ministero e per prudenza abbiamo dovuto sospendere il funzionamento di tutti i sistemi informatici del ministero”, aveva detto il ministro.

Che alla domanda dei giornalisti se si trattasse di un cyber-attacco russo, ha risposto: “Impossibile rispondere in questo momento, ora ci sono le strutture preposte che lavorano, ma in questo momento la sicurezza deve essere obiettivo di tutti gli italiani”.

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Attacco hacker o cyber-spionaggio, cosa si cela dietro il down del sito del Mite?

Il Corriere della Sera, citando proprie fonti anonime, scrive di avere le prove del fatto che si sia trattato di un attacco hacker e non di un problema tecnico e che i disservizi sono cominciati alcuni giorni fa.

Fabrizio Baiardi, ordinario di cyber security all’università di Pisa, ha spiegato al sito specializzato italian.tech che “se hanno spento i server, puzza di attacco ransomware che hanno dovuto isolare perché gli stava cifrando tutto”.

Resta il mistero su chi siano i registi di questo attacco. Gli addetti ai lavori non escludono la possibilità che dietro l’attacco si celino hacker riconducibili direttamente o indirettamente al Cremlino. 

Non sarebbe la prima volta che il governo di Mosca utilizza le tecnologie informatiche per accedere a dati segreti di altri governi o grandi corporation. 

In un momento di crisi internazionale e con l’Europa alla ricerca di fonti energetiche alternative al gas russo, le informazioni contenute nei database del Ministero italiano della transizione ecologica (che insieme a Palazzo Chigi e alla Farnesina si occupa del dossier) sono di sicuro interesse.

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