Lo studio risponde alle esigenze delle comunità montane che dipendono dai ghiacciai per l’approvvigionamento idrico

Lo scioglimento annuale, in primavera ed estate, dei ghiacciai ha rappresentato per millenni un’importante fonte d’acqua per diverse comunità montane, dalle Ande all’Himalaya.

La scomparsa di questi giganti di ghiaccio – cioè il loro scioglimento permanente – rappresenta, dunque, un problema imminente per tutte le popolazioni che non hanno accesso a diverse fonti per l’approvvigionamento idrico.

Per monitorare lo stato dei ghiacciai e la loro trasformazione, gli scienziati dell’Università Grenoble Alpes e della Università della California hanno pubblicato uno studio che – attraverso l’analisi di più di 800mila coppie di immagini satellitari – rappresenta un vero e proprio atlante globale dei ghiacciai e delle velocità di flusso del 98% dei ghiacciai della Terra (più di 200mila in tutto).

“Poiché i ghiacciai scorrono sotto l’effetto del loro peso – hanno spiegato a The Conversation due degli autori del lavoro, Romain Millan e Antoine Rabatel – conoscere questa velocità consente di stimare lo spessore e la distribuzione spaziale del ghiaccio, che condiziona sia il volume totale di questi serbatoi d’acqua sia il loro contributo futuro all’innalzamento del livello del mare”.

Lo scioglimento dei ghiacciai di montagna, infatti, ha contribuito per il 30 percento all’innalzamento del livello del mare negli ultimi 60 anni.

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L’Atlante dei ghiacciai, una nuova fotografia della salute delle montagne

Quello pubblicato dagli studiosi francesi e americani è il primo atlante di questo tipo che permette di conoscere lo stato di salute della quasi totalità dei ghiacciai sulla terra, e quindi anche delle montagne che li ospitano. La novità più grande è che sono stati analizzati con lo stesso scrupolo scientifico tanto i ghiacciai più grandi, tanto i più piccoli.

Inoltre questo strumento ha consentito agli stessi studiosi che lo hanno creato di stimare più accuratamente la mappatura della distribuzione dello spessore del ghiaccio e quindi del volume dei ghiacciai.

“In molte regioni i risultati di questo lavoro forniscono stime significativamente diverse dalle precedenti – hanno spiegato gli scienziati – con importanti ricadute sulla disponibilità di acqua potabile per il consumo, ma anche ad esempio per l’agricoltura o la produzione idroelettrica”.

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