Clima

Artide, l’ ecosistema sta mutando prima del previsto per via della crisi climatica

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L’ecosistema dell’Artide sta cambiando più in fretta di quanto previsto a causa del riscaldamento globale. Gli studiosi hanno rilevato dati “vent’anni in anticipo” rispetto alle previsioni.

La crisi climatica sta accelerando il tasso con il quale l’ecosistema marino dell’Artide muta, provocando cambiamenti irreversibili. Secondo un nuovo studio dell’University of Alaska Fairbanks il riscaldamento globale ha portato all’aumento della temperatura delle acque, mutato gli ecosistemi e causato lo scioglimento del ghiaccio. Secondo i ricercatori questo è il momento perfetto per studiare le acque dell’Alaska prima che le temperature elevate diventino la normalità.

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Seth Danielson, uno dei ricercatori, ha raccontato che il team è rimasto sorpreso nel registrare i bassi livelli di ghiaccio marino e le alte temperature oceaniche negli ultimi due anni: “Ci ha sorpreso perché ci siamo sentiti come se fossimo vent’anni in anticipo”. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature Climate Change sostiene che il 2017 abbia mostrato segni di “cambiamenti improvvisi e drammatici”. Questi cambiamenti delle temperature oceaniche avranno un impatto sulla regione, non solo sulla popolazione marina ma anche sull’industria della pesca e sulle persone che dipendono da questa per vivere. Nonostante lo studio si focalizzi solamente sul 2017, le temperature degli ultimi due anni suggeriscono che i cambiamenti siano ancora in corso: “Molti cambiamenti sono andati avanti nel 2018 e nel 2019, suggerendo che quindi il 2017 non fosse solamente un’anomalia ma un segnale di quello che potrà accadere”.

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La diminuzione del ghiaccio marino potrebbe modificare i movimenti migratori di balene, trichechi e altre specie che migrano tra il mare di Bering e ChukchiIl periodo dell’anno in cui si svolgono alcune attività di caccia potrebbe cambiare. Penso che abbiamo già visto alcuni di questi cambiamenti”. Balene, trichechi e gli altri mammiferi si spostano verso sud nel Mare di Bering nei mesi invernali quando l’acqua si congela. In seguito, la neve si scioglie e la crescita delle alghe in primavera permette alle specie marine di prosperare in estate, fornendo ampio cibo per i grandi mammiferi. Tuttavia con temperature più alte gli animali potrebbero rimanere a nord invece di iniziare il percorso di migrazione verso sud. Inoltre, le alte temperature metterebbero a rischio anche il cibo di cui questi mammiferi si nutrono. I cucciolo di foca avvistati stanno soffrendo terribilmente, essendo apparsi più magri del solito. Allo stesso modo, le foche fasciate sembrano avere un tasso di natalità in calo e molti corpi sono stati trovati morti sulle coste, circa cinque volte la media annuale dal 2014 al 2017.

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I ricercatori hanno inoltre notato un cambiamento del tipo di pesci trovato nelle acque, come ad esempio il merluzzo nordico che si sta spostando molto più a nord, disturbando le specie di merluzzo dell’Artide. “È fondamentale perché i merluzzi sono una componente fondamentale della catena alimentare. Ad esempio, vengono mangiati dalle foche o direttamente dalle persone. E le foche a loro volta vengono cacciate dalle persone e dagli orsi polari”.

 

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