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Arthur, orso ucciso in Romania: il principe rompe il silenzio, anche Bruxelles indaga

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Non si placano la rabbia e l’indignazione per l’uccisione di Arthur, il più grande esemplare di orso della Romania. Il principe del Liechtenstein, accusato di averlo ucciso, rompe il silenzio ma anche Bruxelles annuncia indagini sul caso.

Dopo quelle del Governo di Bucarest, anche la Commissione Europea potrebbe presto avviare indagini sull’uccisione di Arthur, l’orso più grande della Romania. Il principale accusato resta il principe Emanuel del Liechtenstein, che aveva pagato per ricevere uno speciale permesso per uccidere una femmina di orso che minacciava allevamenti, colture e abitanti di alcune fattorie. In Romania, dal 2016, sono vietati i trofei di caccia, con una deroga per gli animali selvatici pericolosi per l’uomo. Secondo gli animalisti, però, il principe del Liechtenstein avrebbe ucciso invece Arthur, un maschio di 17 anni considerato uno degli esemplari più grandi di tutta l’Europa.

“Stiamo seguendo il caso in maniera molto approfondita e abbiamo massima fiducia nelle indagini condotte dal Governo romeno”, ha annunciato il lituano Virginijus Sinkevičius, commissario europeo per l’Ambiente. Lo riporta Politico. La prima associazione animalista romena a denunciare il caso è stata Agent Green, che ha accusato il Governo del proprio paese di non aver protetto a sufficienza le riserve naturali, compresa quella in cui viveva Arthur. Le accuse vengono ribadite in un comunicato pubblicato sul sito di Agent Green.

Arthur, l’orso più grande della Romania ucciso da un principe del Liechtenstein

A distanza di giorni dalle prime accuse, il principe Emanuel del Liechtenstein ha rotto il silenzio. Tiroler Tageszeitung ha riportato le parole del principe, che si è difeso affermando di aver ucciso un esemplare di orso diverso da Arthur e di essere disponibile a collaborare con gli inquirenti. “La caccia, come mezzo per prendersi cura di una fauna selvatica ricca di specie e per il sostentamento, è una lunga tradizione per la nostra famiglia. Nel mio caso, serviva anche a scongiurare un pericolo per l’uomo. Sono state dette molte cose false, io ho pagato un permesso e quei soldi serviranno per tutelare la biodiversità”, ha spiegato il principe Emanuel.

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Il caso diventa ancora più complesso. Gabriel Paun, presidente di Agent Green, ha spiegato a Politico che secondo i documenti ufficiali, le caratteristiche dell’orso ucciso dal principe Emanuel corrispondono, senza possibilità di equivoci, a quelle di Arthur. L’animalista romeno ha poi aggiunto: “Anche se avesse ucciso una femmina di orso, madre di cuccioli, avrebbe infranto la legge. Non è un caso se l’estate scorsa la Romania sia stata accusata dall’Ue di non rispondere ai requisiti legali nei propri piani di tutela e conservazione delle riserve protette”.

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