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Arte Roma e dintorni, “Savinio. Incanto e mito” a cura di Ester Coen

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Al momento i musei sono chiusi ma fino al 13 giugno a Palazzo Altemps, Roma, ci sarà la mostra “Savinio. Incanto e mito”, a cura di Ester Coen, che rende omaggio ad Alberto Savinio. 

Secondo i nuovi provvedimenti, a Roma da lunedì 15 marzo musei e spazi espositivi rimarranno chiusi fino a nuove disposizioni. Prosegue l’attività digital della programmazione promossa da Roma Culture, sia sul sito culture.roma.it che sui canali social di Culture Roma.

Tra le mostre di cui vogliamo parlarvi quella di “Savinio. Incanto e mito” che sarà a Roma fino al 13 giugno. A Palazzo Altemps la mostra, a cura di Ester Coen, che rende omaggio ad Alberto Savinio. Fra le statue classiche e i saloni in stile rinascimentale emergono i colori vivaci ed eclettici, i rimandi alla mitologia greca e le forme geometriche del fratello di Giorgio de Chirico.

 

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Dopo le esposizioni incentrate su Medardo Rosso e Filippo de Pisis, Palazzo Altemps mette in scena un altro grande artista del Novecento ispiratosi all’arte classica nella realizzazione delle sue opere giocose ed irriverenti: Alberto Savinio. Il noto museo della Capitale, che contiene nel suo catalogo permanente la scultura romana, greca ed egizia più apprezzata, rende omaggio al variegato e poliedrico mondo di Savinio, scrittore ma anche scenografo, costumista e pittore fratello del più famoso Giorgio de Chirico.

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Quadri, bozzetti, schizzi, quaderni e  manoscritti  formano una collezione di circa 90 opere, per lo più risalenti agli anni ’30 dello scorso secolo, e raccontano il percorso di vita dell’artista la cui fama venne prioritariamente ricondotta alle sue doti da scrittore. La sua inclinazione alla pittura venne in parte oscurata dalla ben più diffusa notorietà di suo fratello che rientra a pieno titolo nel novero degli artisti più importanti del Novecento.

L’unicità del linguaggio pittorico di Savinio, tuttavia, è resa chiaramente nel percorso espositivo di Palazzo Altemps fin dalle prime sale: i rimandi ai miti greci ad omaggiare il paese d’origine di Alberto e Giorgio, il colore usato sapientemente, il rigorismo geometrico caratterizzano la mostra. Nelle prime opere che appaiono allo spettatore sono protagoniste le montagne, le isole, le spiagge e la natura sovrastata dalle immagini di giocattoli coloratissimi e geometrici. Questi si stagliano su paesaggi scuri o sfumati a rendere l’idea nostalgica di un viaggio di ritorno del pittore verso il mondo abbandonato dell’infanzia e del divertimento.

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A seguire, il pubblico viene catturato dalla sala del Galata suicida nel cui centro è posizionata la splendida statua romana. In questa stanza il visitatore può ammirare il lato di Savinio più eccentrico e i suoi lavori da scenografo e costumista: infatti, attorno alla statua risalente circa al I secolo a.C., si trovano l’allestimento dell’Edipo Re alla Scala di Milano nel 1948 con le musiche di Stravinskij, e quello per I racconti di Hoffmann con musiche di Offenbach messo in scena sempre alla Scala nel 1949.

Infine, nella sala dove termina la mostra, sono esposti libri e scritti che inquadrano a tutto tondo la figura dell’artista, accompagnati da audio originali dell’epoca ed esplicativi.

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