RILASCIATO CESARE BATTISTI, ARRESTATO GIOVEDI SCORSO IN BRASILE

Di Giammarco Spirito. Rio De Janeiro. Battisti ancora libero! Il giudice brasiliano Josè Lunardelli gli ha concesso la libertà con l’obbligo di comparire mensilmente in tribunale e, a non lasciare la città in cui vive senza autorizzazione della giustizia. L’Italia ha chiesto al Brasile di rivedere la decisione presa da Lula con cui aveva negato l’estradizione, trovando il consenso del ministro della giustizia Torquato Jardim e, del titolare degli Esteri Aloysio Nunes Ferreira.

,L’ex terrorista è stato arrestato due giorni fa Brasile dalla polizia stradale mentre cercava di fuggire verso la Bolivia. Il controllo è stato casuale, Battisti è stato fermato lungo una strada che porta verso la frontiera. Quella strada è attraversata per lo più dai trafficanti di coca che trasportano i carichi destinati sia al mercato interno che agli Stati Uniti e in Europa. Insospettiti dalla presenza di un italiano in quella zona, gli agenti hanno prima effettuato il controllo di routine dei documenti e, in un primo momento, non avendo riscontrato nessuna irregolarità lo hanno lasciato andare. Ancora dubbiosi e avendo capito chi fosse il personaggio, lo hanno seguito a distanza vedendo che si stava dirigendo verso la frontiera con la chiara intenzione di raggiungere la Bolivia. Una volta fermato dalla polizia federale, addetta al controllo delle frontiere e prontamente avvertita dai colleghi della stradale, Battisti ha ammesso di voler andare in Bolivia trasportando con se del denaro (cinquemila dollari e 2 mila euro). Gli agenti lo hanno arrestato accusandolo di esportazione illegale di valuta, nonostante si possano portare fino a 10 mila dollari per entrare o uscire dal Brasile. Una piano di fuga organizzato dall’ex membro del Pac (Proletari armati per il comunismo) dopo le notizie di una nuova richiesta di estradizione italiana.

Battisti ha messo piede per la prima volta in Brasile nel 2004 da fuggitivo, fu arrestato nel 2007 per essere entrato in paese con i documenti falsi. Dopo sette anni in prigione gli venne concesso dall’allora presidente Lula lo status di “rifugiato politico”, per timore di persecuzioni. Lo stesso presidente nel 2010 ha rifiutato la richiesta di estradizione presentata dall’Italia. Il 9 giugno del 2011 il Supremo Tribunal Federal ha dichiarato l’immediata scarcerazione. Battisti è ormai un residente a tempo indeterminato in Brasile. Vive a San Paolo, ha una famiglia, ma è pur sempre un latitante. Da anni ormai c’è uno scontro per farlo estradare, la giustizia italiana vuole che sconti l’ergastolo.

Ma chi è Cesare Battisti? Battisti è nato nel 1954 a Sermoneta, vicino Latina. Nel 1970 ha abbandonato la scuola iniziando una carriera criminale fatta da rapine, furti, sequestri di persona. Nel ’74 fu arrestato e trasferito nel carcere di Udine dove conobbe Arrigo Cavallina, ideologo dei Pac, convertendosi da al terrorismo rosso. Ha partecipato alle azioni del gruppo eversivo fino ad un nuovo arresto nel ’79 a Milano per l’omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani. Nell’agguato il figlio Alberto, appena sedicenne, venne colpito da un proiettile che lo ha reso paraplegico e costretto alla sedia a rotelle per tutta la vita. Nel 1981 riuscì ad evadere dal carcere di Frosinone grazie all’aiuto di altri terroristi, ma nel ’85 la giustizia lo condanna in contumacia all’ergastolo per gli omicidi del macellaio Lino Sabbadin (militante del Msi), del maresciallo Antonio Santoro e dell’agente della Digos Andrea Campagna. Nel frattempo Battisti è fuggito prima in Francia, poi in Messico con la compagna Laurence da cui ha avuto due figlie. In Messico ha fondato il giornale “Via Libre” che “trasferirà” a Parigi nel 1990, anno in cui viene nuovamente arrestato ma rilasciato dopo appena cinque mesi. Nel ’97 è uno degli esuli dei movimenti politici dell’estrema sinistra italiana rifugiati in Francia, si riunì nell’associazione “XXI secolo”, chiedendo a Luigi Scalfaro, allora Presidente, una soluzione politica di indulto o di amnistia dei reati commessi. Reati per il quale Battisti non si è mai pentito nel tempo non invocando mai il perdono ai parenti delle vittime, negando anzi la sua partecipazione diretta agli attacchi terroristici, rifiutando anche la parola “pentimento”. Il resto della sua vita lo ha trascorso in Brasile fino all’arresto di due giorni fa.

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