Politica

Armi nucleari in arrivo in Italia, la Difesa smentisce ma si costruiscono nuovi Hangar

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Armi nucleari. “Totalmente prive di fondamento” le notizie che circolano da alcuni giorni relative al trasferimento di armamento nucleare dalla Turchia all’Italia.

Scrive così in una nota il Ministero della Difesa, sottolineando inoltre “che ogni aspetto relativo alla postura ‘nucleare’ in seno alla Nato viene discusso collegialmente fra tutti i Paesi membri”.

La nota del Ministero della Difesa fa riferimento alle voci che vedevano cinquanta testate nucleari pronte a traslocare dalla base turca di Incirlik, in Anatolia, alla base Usaf di Aviano, in Friuli Venezia Giulia.

La notizia, riportata in un articolo del Gazzettino e del Fatto online, parte da lontano: l’ex generale Charles Chuck Wald della Us Air Force all’agenzia Bloomberg a novembre annuncia il trasloco dalla Turchia all’Italia, in quanto gli Usa diffiderebbero sempre più della fedeltà alla Nato del presidente turco Erdogan per via del suo feeling crescente con la Russia di Putin.

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Diverse le polemiche.

“Continua il silenzio del Governo sull’arrivo in Italia delle 50 armi a testata nucleare provenienti dalla base turca di Incirlik – ha commentato Angelo Bonelli, coordinatore dell’esecutivo dei Verdi – nessun cenno, nessuna reazione anche dai gruppi parlamentari di fronte alla trasformazione del nostro paese nel più grosso arsenale di armi nucleari di Europa”.

Secondo il bando di progettazione del ministero della Difesa nella località bresciana nuovi hangar potranno ospitare fino a 30 caccia F-35 con 60 bombe nucleari B61-12, il triplo delle attuali B-61.

Velivoli che andrebbero a sostituire l’attuale dotazione di caccia Tornado IDS – configurati per l’attacco nucleare in gergo tecnico: “con capacità aerea non convenzionale”, armamentario Lep (Life E-xtension Program) B61 – già presenti.

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Nella bassa bresciana quindi tutto procede in modo spedito, nel silenzio generale.

A fornire indicazioni sull’adeguamento della base è il sito online Brescia Today: il nuovo hangar per la manutenzione, una trentina di shelter (i ricoveri per gli aerei) e altri 15 hangar più piccoli.

Oltre 91 milioni di euro la spesa complessiva per il completamento delle opere che si è aggiudicata l’impresa Matarrese di Bari.

Si parla di un ribasso d’asta di quasi 30 milioni.

“Al sindaco non è dato avere questo tipo di informazioni” – è stato il commento del Sindaco di Ghedi, Lorenzo Borzi.

Il Centro Sociale 28 maggio coordinato da Beppe Corioni è la sola realtà che persevera nell’organizzare manifestazioni per sensibilizzare la popolazione.

Il sacerdote don Fabio Corazzina lancia la proposta che la Diocesi aderisca alla campagna per il disarmo.

Il Comune di Brescia organizza 15 giorni di Festival della Pace: concerti e interventi, ma nessun appuntamento dedicato alle atomiche locali.

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