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Taranto, ArcelorMittal annuncia il ritiro dall’ex Ilva. Sindacati: “Una bomba sociale”

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ArcelorMittal ha annunciato il ritiro dalla ex Ilva di Taranto. Con una nota, la società ha riferito di aver inviato ai commissari straordinari di Ilva “una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso” riguardo all’affitto e al successivo acquisto condizionato dei rami d’azienda di Ilva e di alcune sue controllate.

Il gruppo ricorda che il contratto prevede che, nel caso in cui un nuovo provvedimento legislativo incida sul piano ambientale dello stabilimento di Taranto in misura tale da rendere impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale, la società ha il diritto contrattuale di recedere dallo stesso contratto. E Arcelor Mittal mette nel mirino il provvedimento con cui, dal 3 novembre 2019, “il Parlamento italiano ha eliminato la protezione legale necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando così la comunicazione di recesso”.

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I sindacati sono allarmati. “Apprendiamo la notizia della volontà di ArcelorMittal di comunicare ai commissari la volontà di recedere il contratto. Significa che partono da oggi i 25 giorni per cui lavoratori e impianti ex Ilva torneranno all’Amministrazione Straordinaria. Tra le motivazioni principali, il pasticcio del Salva-imprese sullo scudo penale. Un capolavoro di incompetenza e pavidità politica: non disinnescare bomba ambientale e unire bomba sociale“, afferma il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli.

La decisione di ArcelorMittal è “inaccettabile. L’incontro con il governo, che chiediamo da settimane, diventa ormai urgentissimo“, afferma la segretaria generale della Fiom-Cgil, Francesca Re David, in una nota. “Una decisione che assume un carattere grave per le conseguenze industriali, occupazionali e ambientali. È da tempo che noi evidenziamo forti preoccupazioni rispetto alla realizzazione dell’accordo. Il comportamento del governo è contraddittorio e inaccettabile: con il Conte 1 ha introdotto la tutela penale parallela agli investimenti e con il Conte 2 ha cancellato la stessa norma dando all’azienda l’alibi per arrivare a questa decisione“, sostiene Re David. Da parte sua “l’azienda deve chiarire quali siano sue intenzioni rispetto dell’accordo e al piano di investimenti. In occasione dell’incontro fissato per stasera con la presidenza del Consiglio, la Cgil porrà la questione dell’ex Ilva come una priorità“, conclude la leader della Fiom.

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Il Pd chiede al premier, Giuseppe Conte, di convocare subito l’azienda“Sulla vicenda Ex Ilva – afferma Pietro Bussolati della segreteria nazionale – esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e lo sconcerto per l’annuncio da parte di Arcelor Mittal del disimpegno sull’azienda. Non si perda tempo: il presidente Conte convochi immediatamente Arcelor Mittal. Non si scherza con i lavoratori e con l’ambiente: pretendiamo serietà e e rispetto“.

ArcelorMittal ha notificato ai commissari straordinari dell’Ilva la volontà di rescindere l’accordo per l’affitto con acquisizione delle attività di Ilva Spa e di alcune controllate acquisite secondo l’accordo chiuso il 31 ottobre. Con esplicito riferimento a difficoltà legate all’incertezza giuridica (per lo stop allo scudo penale) e operativa (per decisioni dei giudici di Taranto), ArcelorMittal, si legge nella lettera, “ha chiesto ai Commissari straordinari di assumersi la responsabilità delle attività di Ilva e dei dipendenti entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione”.

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Arcelor Mittal receda dai propositi appena annunciati ai Commissari Straordinari ex ILVA, il presidente Conte e il ministro Patuanelli intervengano immediatamente per impedire la perdita di circa 20mila posti di lavoro, lo smottamento della filiera italiana dell’acciaio, lo stop al Piano ambientale a Taranto, la compromissione irreversibile di un percorso teso a tutelare salute, lavoro, ambiente“. Cosi’ la ministra Teresa Bellanova dopo aver appreso della nota inviata da Arcelor Mittal ai Commissari Straordinari ex ILVA. “Chiedo ad Arcelor Mittal di recedere dai propositi annunciati, come chiedo al presidente Conte e al ministro Patuanelli un’azione immediata che trovera’ in me e in Italia Viva totale sostegno perche’ non accada l’irreparabile e si possa riaprire, esattamente come aveva gia’ garantito il ministro Patuanelli e come io stessa avevo sollecitato, un tavolo sgombro da minacce di qualsiasi natura“, sottolinea Bellanova

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