AraBat, la start-up pugliese che ricicla le batterie al litio con la buccia delle arance. Il video

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AraBat – crasi tra le parole “arancia” e “batteria” – utilizza gli scarti della lavorazione delle arance per riciclare in maniera ecosostenibile le batterie al litio. Esempio virtuoso di economia circolare 

Riciclare le batterie al litio utilizzando gli scarti della lavorazione degli agrumi con un processo innovativo e verde. È quello che sta tentando di fare AraBat, una start up innovativa pugliese.

“Arabat – spiega l’amministratore delegato e fondatore della start up Raffaele Nacchiero – ha implementato una tecnologie rivoluzionaria per riciclare le batterie agli ioni di litio esauste e recuperare i metalli preziosi in esse contenuti attraverso gli scarti degli agrumi, per esempio le bucce delle arance”.

Nacchiero spiega a TeleAmbiente che attualmente nel nostro Paese non esistono aziende che si occupano del riciclo delle batterie al litio. “Noi – continua – vorremmo essere la prima realtà del tutto nuova, giovanile, innovativa che con un processo di economia circolare vuole trasformare l’intero settore elettrico partendo proprio dal potere organico della terra”.

AraBat, un modo innovativo di riciclare le batterie

I ragazzi di AraBat hanno progettato un modo del tutto innovativo di riciclare le batterie al litio. Partendo dagli scarti della lavorazione degli agrumi in settori quali, ad esempio, la produzione di succhi di frutta.

La biomassa derivante dal processo di lavorazione viene lavorata e poi successivamente sottoposta a un processo di lisciviazione verde. Questo crea una sorta di polvere di buccia d’arancia che viene utilizzata per trattare la cosiddetta black mass delle batterie al litio, una polvere che contiene le cosiddette “materie prime critiche”: cobalto, litio, nichel, manganese. Questi materiali, in questo modo, possono essere riutilizzati in tantissimi settori dove sono molto richiesti.

Sviluppato grazie al sostegno dell’Università di Foggia, il progetto di AraBat – crasi tra le parole “arancia” e “batteria” – nasce in un territorio, la Puglia, dove ogni anno vengono prodotti più di 2 milioni e mezzo di quintali di arance.

Un progetto messo su da chi in quel territorio ci è nato e cresciuto. Oltre Raffaele Nacchiero ci sono Raffaele Nacchiero, Vincenzo Scarano, Leonardo RennaGiovanni Miccolis, Leonardo Binetti e Gian Maria Gasperi. 

“Siamo un gruppo prima di tutto di amici – racconta Nacchiero – che ha voluto condividere nel proprio lavoro quelli che sono i valori comuni, cioè lo sviluppo sostenibile e l’economia circolare”.

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