APPROVATA, FINALMENTE, LA STRATEGIA ENERGETICA NAZIONALE. MA COSA PREVEDE?

Approvata, finalmente, la strategia energetica nazionale (SEN).

Per la prima volta viene visto l’ambiente come driver dello sviluppo energetico e non come freno

Questo è un primo atto che certifica la volontà di passare definitivamente ad una produzione di energia da fossile a quella da fonti rinnovabili, mentre la parte negativa riguarda, forse, il poco coraggio di questo governo che impone un periodo di transizione in cui sarà utilizzato il GAS.

Il documento, composto da oltre 200 pagine, prevede una forte accelerazione dell’uscita completa dal carbone negli impianti termoelettrici nel 2025 e traccia la strada verso la decarbonizzazione totale, per raggiungere, rispetto al 1990, una diminuzione delle emissioni del 39% al 2030 e del 63% al 2050.

Per garantire l’attuazione e un monitoraggio costante sui progressi raggiunti, la SEN istituisce una Cabina di regia, costituita dai Ministeri dello sviluppo economico e dell’Ambiente, con la partecipazione dei Ministeri dell’economia, dei trasporti e dei beni culturali, con una rappresentanza delle Regioni, e con periodico aggiornamento degli enti locali.

Mentre i parlamentari del M5S commentano cosi il documento:

“Uscire dal carbone, strategia di transizione, diversificazione delle fonti, più rinnovabili, meno consumi energetici: la Sen, la strategia energetica presentata dal governo, sembra proprio la copia del programma energia del MoVimento 5 Stelle. Programma che tra l’altro abbiamo anche sintetizzato al Ministero dello Sviluppo economico in un incontro alcuni mesi fa. Copiato male, però. Perché mancano alcuni capisaldi necessari a ottenere gli obiettivi finali. Tra l’altro esultano per i risultati raggiunti soprattutto dalla crisi industriale e dagli incentivi caricati in bolletta e tanto criticato da loro stessi”

Il testo integrale della SEN lo potete leggere qui

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