Attualità

Appello a Draghi: “Chiediamo l’istituzione di un servizio ambientale”

Condividi

“Istituire un Servizio Ambientale retribuito dignitosamente e destinato a giovani under 30 per piantumare vaste aree del Paese”. Anche TeleAmbiente aderisce all’appello al presidente del Consiglio Mario Draghi da parte di associazioni, enti ed istituzioni.

“Far sì che i cambiamenti climatici possano essere meno pericolosi in futuro. Il servizio ambientale è una soluzione che darebbe lavoro ai giovani e in più metteremmo in sicurezza il nostro territorio”, Stefano Zago, direttore responsabile TeleAmbiente. 

Alfonso Pecoraro Scanio presidente della fondazione Univerde e già ministro dell’ambiente e Stefano Zago direttore di Teleambiente sostengono la proposta di istituire un servizio civile ambientale con un video in cui ringraziano Alessandro Di Battista che ha lanciato l’idea nei mesi scorsi e il gruppo Facciamo Eco che ha rilanciato un’appello a Draghi. Sono intervenuti intervengono Lapo Sermonti, esperto delle Nazioni Unite e Riccardo Mastini dall’Università di Barcellona che hanno curato la stesura della proposta. “Questa proposta va sostenuta dal governo e da tutte le forze politiche perché è utile a dare formazione e lavoro a tanti giovani ,a prevenire il dissesto idrogeologico accentuato dal cambiamento climatico e aumentare la tutela dell’ambiente”, dichiarano Pecoraro Scanio e Zago.

“Ho letto e apprezzato la proposta di creare un servizio civile ambientale e l’appello bipartisan che mi è stato rivolto. È un’ottima idea: credo possa essere una valida occasione formativa e lavorativa per i giovani, un percorso professionalizzante per prepararli alle future sfide della transizione ecologica. È in corso una riflessione per valutare come inserirlo nel Pnrr e nelle iniziative a esso correlate. È una strada sicuramente da esplorare”. Cosi il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

Il testo dell’appello

La violenta crisi sanitaria generata dall’esplosione incontrollata della pandemia da Covid-19, ha evidenziato con maggiore forza come lo sfruttamento intensivo delle risorse del nostro pianeta legate a una logica di consumo e di produttività, conducano inevitabilmente a delle conseguenze disastrose per la salute dei suoi abitanti.

Ora è il momento per il Governo italiano di decidere come investire i fondi del Next Generation EU, per far fronte alle conseguenze sociali ed economiche della terribile pandemia di SARS-CoV-2. Per tale ragione chiediamo, tramite questo appello, che nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sia inclusa l’istituzione di un Servizio Ambientale retribuito dignitosamente e destinato a giovani under 30 per piantumare vaste aree del Paese—al fine di ridurre le emissioni climalteranti nette—e per contrastare il dissesto idrogeologico e l’inquinamento nelle aree del demanio—con la finalità d’incrementare la resilienza degli ecosistemi al cambiamento climatico—. Tale programma sarebbe in grado di allineare almeno 3 delle 6 missioni strategiche delineate dal Governo: ‘Rivoluzione verde e transizione ecologica’, ‘Istruzione, formazione, ricerca e cultura’, ed ‘Equità sociale, di genere e territoriale’.

Transizione ecologica, Draghi: “Il nostro sarà un governo ambientalista, qualsiasi cosa faremo”

Nell’ultima bozza del PNRR, riscontriamo un incremento di 10 miliardi per politiche destinate a migliorare l’occupazione e l’occupabilità, soprattutto giovanile. Per quanto tale obbiettivo sia condivisibile, denunciamo però la sottrazione di 5 miliardi dall’investimento iniziale destinato agli obbiettivi green. Contrapporre la crisi occupazionale a quella climatica non è in linea con il principio della ‘transizione giusta’ al cuore del Green Deal europeo. Il Servizio Ambientale potrebbe, invece, coniugare la lotta alla disoccupazione giovanile con quella all’emergenza climatica.

Investire in un Servizio Ambientale sarebbe anche economicamente sensato poiché i dati ci dicono che 1 euro speso in prevenzione fa risparmiare fino a 4 euro in riparazione dei danni. Dal 2013 il nostro Paese ha speso una media di 1,9 miliardi l’anno per riparare i danni causati da eventi meteorologici estremi resi ancora più distruttivi dalle condizione di dissesto idrogeologico in cui versano gli ecosistemi nazionali. La messa in sicurezza del territorio è un’attività ad alta intensità di lavoro e presenta tutte le caratteristiche di un bene pubblico, ne consegue che la sua realizzazione rientri nelle responsabilità dello Stato. Inoltre, il moltiplicatore sociale di questo programma è molto elevato: la formazione e sensibilizzazione alle attività di conservazione ambientale per centinaia di migliaia di giovani può riverberarsi sulla società e l’economia incrementando anche le opportunità lavorative nel settore privato. Invece che colate di cemento per opere infrastrutturali inutili che contribuiscono al consumo di suolo, sarebbe più saggio per la prosperità del Paese nel lungo corso investire nella tutela delle ‘infrastrutture ecologiche’.

Ambiente, Draghi al Senato: “Rafforzeremo obiettivi su rinnovabili e inquinamento”

Il Servizio Ambientale può anche essere d’ausilio al settore agricolo che, secondo i dati di Coldiretti, ha perso oltre 14 miliardi di euro nell’ultimo decennio tra danni alla produzione agricola e alle infrastrutture nelle campagne in seguito all’accentuata variabilità climatica. I giovani impiegati nel programma potrebbero fornire manodopera nei terreni agricoli privati per la piantumazione di specie arboree autoctone e per la messa a dimora di siepi campestri o aree ripariali, migliorando così gli habitat faunistici e le connessioni ecologiche. La condizionalità affinché un agricoltore privato si qualifichi per questa partnership con il Servizio Ambientale potrebbe essere quella d’impegnarsi a convertire la produzione con metodi agro-ecologici, in linea con la strategia Farm to Fork del Green Deal europeo.

Le oceaniche mobilitazioni di piazza del 2019 da parte dei ragazzi di Fridays for Future devono essere ascoltate dalle istituzioni. Molti giovani si trovano infatti nella doppia tenaglia dell’esclusione lavorativa e dell’ansia per l’incombente crisi ecologica che li priva di un futuro in cui sperare. Tale disagio è ancora più pressante nelle aree interne del Paese. Il progressivo spopolamento in seguito a decenni di migrazione rurale-urbana presenta perciò un paradosso: mancanza di opportunità lavorative in quelle aree dissestate che attendono chi se ne prenda cura e disoccupazione crescente in aree urbane con ormai limitati margini di crescita. Il Servizio Ambientale potrebbe offrire opportunità di lavoro retribuite dignitosamente e socialmente utili nelle aree interne, aiutandole così a trovare una nuova vita.

Le sfide e le opportunità a cui il nostro Paese è chiamato oggi sono storiche: dimostriamoci all’altezza.

Draghi, l’ambiente al centro: l’incontro con le associazioni Legambiente, Wwf e Greenpeace

ABATE SILVANA, senatrice della Repubblica;

AMENDOLA GIANFRANCO, Magistrato ambientalista- fondazione Univerde

AMITRANO ALESSANDRO, deputato della Repubblica;

ANGRISANI LUISA, senatrice della Repubblica

BOLOGNA GIANFRANCO, Direttore scientifico e responsabile d’area sostenibilità WWF;

BROTINI MAURIZIO, Segretario Cgil Toscana e membro del Direttivo Nazionale;

CECCONI ANDREA, deputato della Repubblica;

CONSOLI ANGELO. Presidente del CETRI-TIRES Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale

CORRADO MARGHERITA, senatrice della Repubblica

DE GIORGI ROSALBA, deputata della Repubblica;

DE MASI DOMENICO, docente emerito Sapienza e presidente comitato scientifico Fondazione Univerde

DE PETRIS LOREDANA, Senatrice della Repubblica

DEZZA COGLIATI VITTORIO; già Presidente Nazionale di Legambiente, membro del Forum Disuguaglianze Diversità;

DI SISTO MONICA, Vice-Presidente di Fairwatch;

ERMELLINO ALESSANDRA, deputata della Repubblica;

EVI ELEONORA, Europarlamentare;

FASSINA STEFANO, deputato della Repubblica Italiana;

FERRI COSIMO, deputato della Repubblica;

FIGOLI JONATHAN, Founder & CEO ProfessioneFinanza;

FIORAMONTI LORENZO, già Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, deputato della Repubblica Italiana;

FUSACCHIA ALESSANDRO, deputato della Repubblica;

GESUALDI FRANCESCO, Presidente del Centro Nuovo Modello di Sviluppo;

GIUGNI ROSALBA, Presidente Marevivo;

GRANATO, BIANCA LAURA, senatrice della Repubblica;

LA MURA VIRGINIA, senatrice della Repubblica;

LANNUTTI ELIO, senatore della Repubblica;

LEZZI BARBARA, senatrice della Repubblica;

LOMBARDO ANTONIO, deputato della Repubblica;

MASTINI RICCARDO, Ricercatore, Institute of Environmental Science and Technology (ICTA)

Autonomous University of Barcelona;

MERCALLI LUCA – presidente Società Meteorologica Italiana

MONICO FRANCESCO, Direttore generale di Accademia UNIDEE;

MOROSINI MARCO, Professore di politiche ambientali, Politecnico federale di Zurigo;

MURONI ROSSELLA, deputata della Repubblica;

NUGNES PAOLA, senatrice della Repubblica;

PECORARO SCANIO ALFONSO, già Ministro dell’Ambiente e Ministro dell’Agricoltura e presidente della fondazione UNIVERDE

PUGLIA SERGIO, senatore della Repubblica,

ROTONDI GIANFRANCO – Deputato della Repubblica, Già Ministro per l’Attuazione del programma di governo,

SALUSTRI ROBERTO, Presidente Ecoistituto RESEDA onlus e del gruppo Riforestiamo Roma

SERMONTI LAPO, Consulente presso International Fund for Agricoltural Development (IFAD), Nazioni Unite;

TASSO ANTONIO, deputato della Repubblica;

VIANELLO GIOVANNI, deputato della Repubblica;

ZAGO STEFANO, Direttore di Teleambiente

ZANCHINI EDOARDO, vicepresidente Legambiente.

(Visited 134 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago