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Api, Greenpeace: “Strage silenziosa in Lombardia, in 10 milioni non sono tornate all’alveare”

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Api, la denuncia di Greenpeace e di ApiLombardia: “10 milioni di esemplari non sono tornati all’alveare”. Una ‘strage silenziosa’ che avviene nel momento in cui si intensifica l’uso di pesticidi nell’agricoltura intensiva.

Una ‘strage silenziosa‘ di api in Lombardia. A un anno di distanza da un fenomeno analogo, anche nel 2021 si registra una vera e propria moria, con almeno 10 milioni di esemplari che non sono tornati negli alveari. L’allarme, lanciato da Greenpeace Italia e da ApiLombardia, arriva a pochi giorni dalla Giornata mondiale delle api, il prossimo 20 maggio. Già dalla fine di marzo, infatti, in circa 600 diversi alveari è stato registrato un vero e proprio spopolamento nella pianura tra le province di Cremona, Lodi, Mantova e Brescia.

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La zona monitorata dagli apicoltori e da Greenpeace Italia è caratterizzata da una prevalenza di monocoltura di mais, a cui si affiancano colture di frumento e pioppi. L’ong ambientalista ha spiegato: “La nuova moria di api è avvenuta nella stessa zona in cui il fenomeno era stato registrato un anno fa, ma quest’anno lo spopolamento appare ancora peggiore”. Sotto accusa c’è l’uso di pesticidi durante la semina del mais, che coincide temporalmente con lo spopolamento di api. “Serve una radicale transizione dall’agricoltura intensiva e industriale, ad un modello agroecologico”.

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Larissa Meani, presidente di ApiLombardia, ha chiesto l’intervento delle istituzioni: “Serve più attenzione nei confronti dell’apicoltura e auspichiamo la delibera del Piano Regionale per contrastare morie e spopolamenti”. Gli apicoltori avevano già denunciato lo stesso fenomeno un anno fa, ma le indagini preliminari della Procura di Cremona sono ancora in corso.

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Federica Ferrario, responsabile Agricoltura di Greenpeace Italia, ha lanciato un appello al Governo nazionale: “I fondi del Pnrr devono essere utilizzati saggiamente, per un uso sostenibile dei prodotti fitosanitari. L’ultimo Piano è scaduto a febbraio 2018 e rischiamo di continuare a subire un sistema di monocolture e pesticidi, dannoso non solo per le api, ma per tutti gli insetti impollinatori e per la biodiversità”.

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