Api, pesticidi e cambiamento climatico minacciano la specie

Api. Le api potrebbero scomparire entro 100 anni, Greenpeace lancia l’allarme. Sono state ritrovate morte 10mila api in Musile, comune veneto compreso tra i fiumi Piave e Sile. Le prove raccolte sinora fanno pensare che la colpa sia proprio dei pesticidi a base di neonicotinoidi.

Non è la prima volta che nel basso Piave si assiste a una morìa di api. Lo  giugno dello scorso anno, dall’altra parte del Piave, nella provincia di Treviso, c’era stata una vera e propria strage con 60mila api morte, almeno 20mila per arnia. In quel caso un’indagine della procura di Udine aveva portato alla denuncia di 38 persone per inquinamento ambientale: l’utilizzo di neonicotinoidi e antiparassitari nei campi di mais avrebbe infatti causato uno spopolamento degli alveari.

“In questi casi sono sempre i diserbanti a essere i primi incriminati. Probabilmente vengono usati neonicotinoidi, prodotti che sono stati già banditi in Paesi a noi vicini come la Francia. Sostanze che avvelenano le api e fanno loro perdere l’orientamento”, spiega l’apicoltore Italo De Pieri.

L’ecosistema delle api va tutelato perché molto delicato e fragile. Le api potrebbero scomparire entro 100 anni. Greenpeace ha lanciato l’allarme e la necessità di tutelare questa specie di insetti perché fondamentali per il nostro pianeta.  Con la petizione “Salviamo le api dai pesticidi” obiettivo è fare pressione su Governo italiano e Commissione Europea per agire subito: se le api muoiono, a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura.

Greenpeace ha sottolineato che i responsabili di questa strage sono pesticidi come i neonicotinoidi, già dichiarati pericolosi dall’EFSA e in parte banditi nel nostro Paese. Ma potenzialmente, anche come il Sivanto, il nuovissimo pesticida della Bayer appena arrivato sul mercato, e pubblicizzato dalla multinazionale come sicuro per api, bombi e coccinelle: un team di ricercatori ha però rivelato che anche questo pesticida è in realtà letale per le api, se combinato con altre sostanze.

Le api non producono solo miele: dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole. Secondo i dati della FAO, l’Organizzazione delle Nazioni Unte per l’alimentazione e l’agricoltura, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende in una certa misura dall’impollinazione per resa e qualità. L’assenza di api e di altri impollinatori eliminerebbe la produzione di caffè, mele, mandorle, pomodori e cacao, per citare solo alcune delle colture che si basano sull’impollinazione.

Moria api in Friuli, 236 terreni sequestrati e 152 persone indagate

Meno di un anno fa, grazie anche alla mobilitazione di migliaia di persone, l’Unione Europea ha approvato il bando permanente di tre insetticidi pericolosi per le api, prodotti dalla Bayer e dalla Syngenta. Ma ora il rischio che anche il nostro Paese ceda alle pressioni delle lobby dell’agrochimica, è altissimo. Perché nei prossimi mesi, le linee guida dell’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) del 2013, usate come base per la valutazione dei rischi dei tre insetticidi neonicotinoidi vietati, potrebbero essere rimesse in discussione.

Api in pericolo, a minacciarle non sono solo i pesticidi ma anche i cambiamenti climatici

Alla base della diminuzione del numero di api ci sarebbero diversi fattori concomitanti: gli effetti dell’agricoltura intensiva e dell’uso di pesticidi, la scarsa o del tutto insufficiente alimentazione delle api, virus, attacchi di agenti patogeni e specie invasive. Per sensibilizzare alla problematica, la FAO ha istituito, lo scorso anno, fissandola nel 20 maggio, una giornata mondiale dedicata all’argomento. La Giornata mondiale delle api nasce per esortare i Paesi e i singoli a fare di più per proteggere le api e gli altri impollinatori.”Ognuno di noi ha una responsabilità individuale nei confronti della protezione delle api e dovremmo tutti fare scelte rispettose degli insetti impollinatori”, così il Direttore generale della FAO, Graziano da Silva. “Anche la crescita dei fiori a casa per nutrire le api contribuisce a questo sforzo”.

Greenpeace chiede al Governo italiano e alla Commissione europea di:

  • bandire l’uso di tutti i pesticidi dannosi per le api e gli altri insetti impollinatori;
  • applicare rigidi standard per la valutazione dei rischi da pesticidi;
  • aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche.

Apicoltore per passione ambientale, l’attore Morgan Freeman, 5 anni fa, nella sua tenuta di 50 ettari in Missisipi, decise di inaugurare un “santuario per le api” accogliendo 26 alveari provenienti dall’Arkansas.  “Non mi hanno ancora punto, anche perché attualmente non cerco di raccogliere il miele o altro, le nutro e basta… Penso che loro lo capiscano. Sono una cosa sola con loro, non mi pungeranno” – racconta l’attore –  “Sono alla base, io credo, della crescita del Pianeta, della vegetazione”.

Api, Morgan Freeman: “Sono alla base della crescita del Pianeta”
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