Moria api in Friuli, 236 terreni sequestrati e 152 persone indagate

Api. Sono 236 i fondi agricoli in diversi comuni della provincia di Udine posti sotto sequestro da parte del Corpo forestale regionale nell’ambito di un’inchiesta avviata lo scorso anno dalla Procura di Udine sul fenomeno dello spopolamento e della moria di api nelle campagne friulane.

L’ipotesi di reato è quella di inquinamento ambientale nei confronti (momentaneamente) di 152 persone, tutte indagate, tra titolari di aziende agricole, conduttori dei fondi, esecutori delle semine e beneficiari dei contributi Pac.

Il provvedimento di sequestro non prevede il divieto assoluto di utilizzo del terreno ma è limitato al divieto di coltivazioni che richiedano la concia del seme o il trattamento della pianta con insetticidi tossici per le api.

Glifosato e metalli pesanti trovati sulle api e miele

Su richiesta della Procura infatti, il sequestro è stato disposto “con le modalità meno invasive, e cioè nella sola forma dell’inibizione”.

Di conseguenza – spiega la Procura di Udine in una nota a firma del Procuratore capo, Antonio De Nicolo – “qualsiasi altro impiego dei terreni in questione è consentito ed a tal fine i terreni rimangono nella disponibilità dei rispettivi proprietari o affittuari”.

“I provvedimenti riguardano 236 terreni agricoli – si legge ancora – nei quali gli elementi probatori acquisiti nel corso dell’indagine compiuta da questa Procura hanno dimostrato che nell’anno 2018 vi è stato un uso massiccio di fitofarmaci in difformità delle severe prescrizioni di sicurezza per essi previste, sicché vi è stata una significativa compromissione dell’ambiente: pertanto è stato ipotizzato nei confronti di 152 persone sottoposte a indagine il delitto di inquinamento ambientale”.

Le indagini sono partite nella primavera scorsa grazie alle segnalazioni di alcuni apicoltori di un’elevata moria di api registrata negli alveari prossimi a terreni agricoli coltivati a mais e sono “la naturale prosecuzione di quella già avviata dalla Procura di Udine nei confronti di ulteriori 21 soggetti indagati, destinatari a suo tempo di un analogo decreto di sequestro preventivo”.

La precedente inchiesta – incentrata principalmente sull’impiego dei neonicotoinoidi, sostanza vietata per legge – si è chiusa a ottobre con altrettanti patteggiamenti.

Dall’attuale indagine, invece, sarebbe emerso l’utilizzo per la concia dei semi di mais non più di neonicotoinoidi, bensì di un altro prodotto fitosanitario il cui uso è lecito e consentito purché avvenga nel rispetto di stringenti prescrizioni che la Procura contesta siano state violate.

La presenza di sostanze tossiche sarebbe stata rilevata in alcuni campioni di api, miele e cera analizzati nel corso delle indagini dall’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie sempre per conto della Procura.

Gli accertamenti hanno riguardato i terreni rientranti nel raggio di ‘pabulazione’ delle api, ovvero l’area in cui questi insetti si spostano per cercare acqua e polline, degli apiari in cui si sono verificati gli spopolamenti.

 

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