AnimaliAttualità

Non solo api, quasi tutti gli insetti del mondo stanno sparendo: una semplice idea per salvarli

Condividi

Non solo api. Quasi tutti gli insetti del mondo stanno sparendo per colpa dell’uomo e si rischia una vera e propria catastrofe. C’è però un’idea molto semplice per salvarli.

Non solo api. Quasi tutti gli insetti del mondo stanno sparendo per colpa dell’uomo e le specie che resistono sono anche le più fastidiose. C’è però un’idea molto semplice per salvarli e ad illustrarla è Dave Goulson, biologo dell’Università del Sussex, sul Guardian. Le api sono decisamente a rischio, ma non sono l’unica specie di insetti che sta sparendo dalla Terra. Presenti da oltre 400 milioni di anni, gli insetti sono costituiti da oltre un milione di specie conosciute, a cui vanno aggiunti (dato stimato) altri quattro milioni di specie ancora sconosciute alla scienza.

 

Senza gli insetti, il mondo come l’abbiamo conosciuto non sarebbe più lo stesso. Non sempre ce ne accorgiamo, ma l’utilità degli insetti è qualcosa di incredibile: impollinano le piante; limitano le specie nocive e possono ridurre i rischi di epidemie; riciclano ogni genere di materiale organico; mantengono il suolo in salute; favoriscono la disseminazione e molte altre attività che permettono di mantenere un certo equilibrio biologico. Senza contare che gli insetti sono l’alimento naturale per tante specie di uccelli, pesci, pipistrelli, lucertole e altri anfibi.

Angelina Jolie ricoperta di api contro il rischio di estinzione: “Dobbiamo farci avanti e proteggerle”

Chiunque, molto facilmente, potrà aver notato come, rispetto a qualche decennio fa, gli insetti in natura siano fortemente diminuiti. I dati, però, sono decisamente drammatici. In Germania, gli insetti volanti si sono ridotti del 76% in appena un quarto di secolo. In Gran Bretagna, le farfalle comuni si sono ridotte del 46% negli ultimi 45 anni, nonostante gli sforzi di conservazione, e tredici specie si sono estinte. La farfalla monarca, nota per la sua migrazione annuale tra Messico, Canada e Stati Uniti sta letteralmente sparendo: la popolazione si è ridotta di oltre l’80% dagli anni ’80 a oggi e potrebbe estinguersi nel giro di appena due anni.

Sardegna, gli incendi hanno ucciso almeno 30 milioni di api

Le cause dell’estinzione degli insetti sono molteplici: perdita di habitat, aumento costante dei pesticidi in agricoltura, crisi del clima, inquinamento luminoso e aumento delle specie invasive, solo per citarne alcune. Le uniche specie di insetti che resistono sono quelle più forti, con maggiori capacità di adattamento: scarafaggi, zanzare e mosche. Dave Goulson, però, ha illustrato un’idea, ispirata dalla collega Jenny Owen, che nel piccolo giardino della sua casa di Leicester ha catalogato, in oltre 35 anni, quasi duemila specie diverse di insetti.

 

Basta piantare una singola pianta di maggiorana in giardino o sul balcone e arriveranno a nutrirsi api, farfalle e sirfidi. In alternativa, si potrebbero piantare fiori negli orti urbani o nei giardini pubblici, oppure fare pressioni sulle autorità locali per combattere i pesticidi. Dobbiamo considerare anche che l’agricoltura intensiva, fatta con pesticidi, non è più sostenibile: ha già fatto troppi danni alla natura, sia per quanto riguarda il suolo che per quanto riguarda le specie animali” – spiega il biologo inglese – “Siamo realisti, non possiamo fare molto contro questo fenomeno: ognuno di noi, però, può scegliere alimenti biologici, locali, di stagione, oltre a ridurre il consumo di carne in favore di frutta e verdura. Ancora meglio se ognuno di noi riuscisse a coltivare qualcosa autonomamente, con piccoli orti o in giardino. Piacciano o no, abbiamo bisogno degli insetti: tre quarti delle nostre coltivazioni hanno bisogno di impollinatori e la nostra sopravvivenza dipende da loro“.

(Visited 35 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago