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Le api entrano in acciaieria come “sentinelle” per l’ambiente: installati 10 alveari nell’azienda di Terni

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Le api sono fondamentali per la sopravvivenza dell’uomo poiché esse stesse sono delle sentinelle nell’ambiente. Per la prima volta approdano in un’industria siderurgica, quella di Terni. Attraverso l’analisi di diversi campioni prelevati dagli alveari è possibile rilevare dati importanti sulla qualità dell’ambiente nel territorio.

Nella storica azienda siderurgica italiana Acciai speciali Terni sono stati installati dieci alveari nell’area dei forni elettrici, altri dieci nell’area del parco scorie, con colonie di api italiane autoctone di Apis mellifera ligustica (Spinola, 1806) certificate. Si tratta del progetto BtoBee che prevede l’utilizzo delle api come  “sentinelle dell’ambiente“.

Attraverso l’esame dell’alimento prodotto dalle api è possibile stabilire le quantità di metalli pesanti presenti nell’atmosfera delle città. Gli alveari sono stati installati in due punti considerati a più alto stress inquinante proprio per utilizzare gli insetti come sentinelle, per l’individuazione dei tassi di inquinamento nell’atmosfera. Le api diventano dunque piccole centraline di monitoraggio per raccogliere dati importanti sulla qualità dell’ambiente nel territorio. Infatti, sono la specie più indicata per perlustrare il territorio circostante e reperire dall’ambiente l’eventuale dispersione di inquinanti. Affinché il progetto assuma rilevanza scientifica dovrà durare almeno 24 mesi.

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Per realizzare questo progetto, Acciai Speciali Terni ha stretto un’intesa con il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’Università degli studi di Perugia dove sono presenti competenze e infrastrutture adeguate a tale monitoraggio. L’attività di ricerca commissionata da Ast all’Università degli Studi di Perugia, ha per oggetto uno studio di ricerca applicata sul tema: ‘Sviluppo di una rete di monitoraggio nella conca Ternana ai fini dello studio della dispersione degli inquinanti in atmosfera’. 

Sono in corso in queste settimane le analisi sui diversi campioni prelevati negli ultimi otto mesi.  Un altro campionamento sarà effettuato in primavera. A seguire l’iter il professor Tiziano Gardi e il dottor Marco Petrarchini, membri della Federazione apicoltori italiani.

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“Oggi il monitoraggio è divenuto più sofisticato e gli insetti non subiscono alcun danno per fornire informazioni: basta analizzare il polline raccolto e il miele e la cera prodotti. – affermano i professori – E dal momento che questi imenotteri visitano migliaia di fiori in un solo giorno, di solito in un raggio stretto di fino a 3 km attorno alla loro casa, sono in grado di restituire un sistema di valutazione fortemente localizzato“.

Non è il primo progetto in cui le api vengono impiegate come “sentinelle” o “bioindicatori”L’Efsa, l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha ideato il progetto MUST-B che prevede l’archiviazione di dati relativi ai fattori di rischio, chimici, biologici o correlati all’ambiente come il cambiamento climatico e le pratiche agricole, che potrebbero mettere in pericolo la salute e il benessere delle api. Secondo il progetto Efsa i dati sarebbero raccolti da una rete di alveari sentinella capaci di individuare gli stress ambientali, chimici e biologici ai danni delle api Ue.

Efsa, arriva il progetto per studiare i fattori di rischio ai danni delle api

Quest’estate era stato proposto dal Ministro dell’Ambiente il progetto una casa per le api su tutti i tetti degli edifici della Pubblica amministrazione. Le arnie sono quelle del progetto “Apincittà” che i Carabinieri forestali portano avanti insieme alla Federazione Italiana Apicoltori.

Anche in questo caso attraverso l’analisi del miele prodotto dalle api di città, si possono rilevare numerosi indicatori di qualità ambientale e per questo l’installazione delle arnie sui tetti delle pubbliche amministrazioni diventa uno strumento strategico e naturale di conoscenza dello stato di salute dell’ambiente che ci circonda.

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