Anonymous, attacco al sito web del Ministero ambiente. Ecco cosa è successo

Anonymous. Gli hacker di Anonymous sono entrati nel sito del Ministero dell’ambiente. “Diffondiamo con piacere documenti riservati e dati privati di questi incompetenti”, scrivono in un tweet pubblicato alle 14.42 del 21 febbraio. Dopo 24 ore i servizi interni usati dai dipendenti sono stati ripristinati ma l’accesso dall’esterno è ancora disattivato.

 

“Oggi la nostra attenzione va verso @minambienteIT essendo il fulcro di quello che dovrebbe considerarsi la tutela del nostro territorio. Diffondiamo con piacere documenti riservati e dati privati di questi incompetenti”. Con questo Tweet, pubblicato alle 14.42 del 21 febbraio, gli hacker di Anonymous hanno rivelato la loro presenza nei sistemi del ministero, dai quali hanno sottratto 2,3 gigabyte di documenti, resi poi liberamente accessibili online.

Per diversi minuti sul sito del ministero è comparsa un’immagine a schermo pieno di una foresta rasa al suolo, in cui i pochi alberi rimasti formano la sagoma di due polmoni e compaiono le scritte “Operazione Green Rights” e “You have been hacked”: siete stati hackerati.

I pirati informatici hanno commentato così alcuni dei documenti individuati: “Come la costruzione dell’aeroporto di Firenze, dove si può leggere di studi documentati dall Università fiorentina che dicono che il pericolo per flora e fauna dovuto al traffico aereo e ai lavori che dovrebbero svolgersi è molto alto, e anche i possibili casi di incidenti che potrebbero esserci con il ‘Bird-Strike’ in quanto la zone interessata è molto popolata da diverse specie di uccelli, alcuni dei quali a rischio di estinzione.

Ancora sulla  TAP invece commentano “portata avanti avallando tutti gli studi fatti al riguardo  inquinamento e deturpazione del territorio, senza nessun riguardo per le persone che ci vivono in quei posti e senza dar conto a tutti i ricorsi fatti sia dai Comuni Pugliesi nonché dalle associazioni territoriali”.

 

Cosa è l’ Operazione Green Rights.

È  iniziata il 19 novembre, con l’attacco all’Ilva e ad alcune aziende del comparto energetico e a Confindustria Alto Milanese. Il primo dicembre è stata la volta del Patto dei sindaci, nato per far fronte al riscaldamento globale ma giudicato insufficiente da parte degli hacker che lo hanno preso di mira. Poi l’attacco ad alcune aziende del comparto energetico e alle Regioni Veneto e Trentino, finite nel mirino dell’organizzazione che ne ha criticato i piani di abbattimento del lupo. Ancora il 16 febbraio colpite diverse organizzazioni nell’industria dell’allevamento e della produzione di carni per protestare contro le emissioni di ammoniaca.

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