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Animali, stop al consumo di carne di cane anche in India. Hsi: “Un altro importante punto di svolta”

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Anche l’India, dopo le recenti leggi approvate in Cina, opta per lo stop al consumo di carne di cane il divieto arriva anche dal Nagaland, uno stato nel nordest dell’India.

Ogni anno più di 30.000 animali vengono macellati a scopo alimentare in India. Le autorità locali hanno deciso di vietarne il consumo in uno stato del nordest dell’India, Nagaland., sia per ragioni di sicurezza che per l’urgente necessità di considerare questa specie come esclusivi animali da compagnia.

Una decisione arriva dopo che Maneka Gandhi, una politica indiana impegnata nella lotta per i diritti degli animali, ha presentato un appello al governo del Nagaland esortandolo ad agire dopo aver visto alcune foto diventate virali sul web. Dopo questo gesto oltre 125mila persone hanno scrivere agli ufficiali locali, chiedendo un divieto sul commercio di carne di cane.

Un divieto che arriva dopo lo stop in tre città della Cina, in seguito alla pandemia da Coronavirus. Uno stop però che non ha fermato la più crudele mattanza di cani e gatti, il Festival di Yulin.

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Alokparna Sengupta, amministratore delegato di HSI / India, ha dichiarato: “La sofferenza dei cani a Nagaland ha da tempo gettato un’ombra scura sull’India, e quindi questa notizia segna un importante punto di svolta nel porre fine alla crudeltà del commercio illegale di carne di cane dell’India. La nostra indagine a Nagaland ha mostrato che i cani terrorizzati sono stati sottoposti a orribili alle peggiori disumanità che HSI / India abbia mai visto. E i cani che abbiamo salvato da questo commercio nel corso degli anni hanno dovuto imparare a fidarsi di nuovo degli umani dopo il trattamento crudele subito. “

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Negli stati di Nagaland, Mizoram, Tripura e Arunachal Pradesh, migliaia di cani ogni anno vengono catturati illegalmente dalle strade o rubati dalle case e trasportati crudelmente negli stati vicini in sacchi di iuta per essere brutalmente macellati per il consumo venendo picchiati a morte.

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