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No alla caccia, sì alle foto: il progetto New Big 5 punta a tutelare gli animali a rischio estinzione

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Un progetto fotografico per sensibilizzare il mondo sulle specie animali più a rischio di estinzione. Si chiama New Big 5 e chiama a raccolta associazioni di attivisti, fotografi e persone comuni.

Shooting, in inglese, è un termine che può indicare due attività decisamente diverse tra loro. Da un lato significa sparare con un’arma, dall’altro scattare una fotografia. Proprio su quest’ambivalenza si basa il progetto New Big 5, che raccoglie gli scatti di diversi fotografi professionisti e che ha lanciato un sondaggio sugli animali che il pubblico vorrebbe ammirare di più in fotografia. Per i cacciatori, il termine ‘Big 5’ indica le cinque specie animali più pericolose da uccidere e quindi più preziose come trofei; il progetto stravolge il significato di ‘Big 5’ e oltre 50mila persone in tutto il mondo hanno votato le cinque specie selvatiche più belle da vedere ritratte.

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Nella classifica stilata sulla base delle votazioni, i primi cinque posti sono occupati dall’elefante, dal leone, dall’orso polare, dal gorilla e dalla tigre. Sono tutte specie considerate a concreto rischio di estinzione in base alla classificazione dell’International Union for Conservation of Nature (Iucn) e ora sono diventate anche dei testimonial sulla necessità di agire per proteggere la fauna selvatica. Marsel van Oosten, fotografo coinvolto nel progetto, ha spiegato: “Questi animali ci ricordano cosa rischiamo se non cambiamo le nostre abitudini. Sono però solo la punta dell’iceberg, ci sono molte altre specie, meno conosciute, che hanno disperatamente bisogno di aiuto”.

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Come spiega il Guardian, a supportare il progetto non ci sono solo i migliori fotografi del mondo, ma anche attivisti vip come il conduttore britannico Ben Fogle, l’attrice Joanna Lumley e Moby, il musicista discendente di Herman Melville, l’autore di Moby Dick. New Big 5 ricorda anche le principali minacce alla fauna selvatica: l’emergenza climatica, la perdita dell’habitat naturale, il bracconaggio e l’invasione umana.

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Il progetto non si limita solo a condannare la caccia, ma punta a sensibilizzare il mondo ad un cambiamento delle proprie abitudini. La lista tradizionale dei ‘Big 5’, coniata per la prima volta nell’era del colonialismo, includeva l’elefante, il leone, il rinoceronte, il leopardo e il bufalo nero, considerati gli animali più difficili da cacciare a piedi. Il progetto mira a diffondere i safari fotografici al posto di quelli di caccia, con la possibilità di finanziare progetti di tutela degli animali con il denaro proveniente dai turisti.

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