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Animali, miliardi di uccelli a rischio a causa dell’amministrazione Trump

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Per l’ex direttore del Fish and Wildlife Daniel Ashe miliardi di uccelli sarebbero a rischio per via della revisione del Migratory Bird Treaty Act, voluta da Donald Trump.

Il piano dell’amministrazione Trump di indebolire il Migratory Bird Treaty Act rischia di colpire le specie di uccelli a rischio estinzione ed accelerarne il declino in tutto il Nord America. Secondo Daniel M. Ashe, ex Direttore dei servizi dello US Fish and Wildlife, per anni la minaccia delle cause pubbliche è servita come “freno” per le industrie ed ha salvato miliardi di uccelli: “Rimuovendo queste obbligazioni nei prossimi decenni vedremo morire miliardi di uccelli. Sarà una catastrofe”.

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Le attività industriale nel Nord America causano la morte tra i 450 milioni e 1.1 miliardi di uccelli l’anno, su una popolazione totale di 7.2 miliardi. La legge venne approvata nel 1918 a seguito della diffusione della caccia e del bracconaggio, in particolare per ricavarne materiali per produrre cappelli da donna. Negli ultimi 50 anni è stata applicata contro le compagnie che non sono riuscite ad evitare le morti “prevedibili” degli uccelli. Tuttavia l’amministrazione Trump sostiene che le predizioni di Ashe non siano fondate e che le compagnie continueranno a proteggere questi uccelli. Inoltre, secondo l’attuale amministrazione, la morte di uccelli che volano in pozzi petroliferi, siti minerari, torri di telecomunicazioni e turbine verranno trattate come “incidenti” e quindi non soggette a persecuzione

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I funzionari dello stato e gli attivisti che hanno portato in tribunale l’amministrazione sostengono che gli uccelli siano già messi a rischio e sono già stati danneggiati dalle azioni consentite da una nota legale del 2017 che ha segnalato un cambio delle leggi; tra i casi più eclatanti la distruzione dell’area di nidificazione per 25,000 uccelli costieri in Virginia per un progetto di strade e tunnel. La revisione della legge sugli uccelli, insieme alle modifiche dell’Endangered Species Act e della National Environmental Policy Act, mettono a rischio e pericolo gli uccelli e il loro habitat secondo Sarah Greenberger, vice presidente della National Audubon Society. La proposta del Governo è giunta a seguito della pressione continua di compagnie petrolifere, di forniture e di altri settori; l’ Edison Electric Institute, che copre gran parte delle forniture negli Stati Uniti, sostiene che sia “assurdo” criminalizzare le attività giornaliere che portano alla morte accidentale degli uccelli.

Il caso più clamoroso in cui è venne applicata la legge fu quello del 2010, quando la British Petroleum venne stata multata per 100 milioni di dollari dopo che una perdita di petrolio nel Golfo del Messico causò la morte di 100,000 uccelli. Kathleen Sgamma, presidente del gruppo industriale Western Energy Alliance, sostiene che le stime di oltre un milione di uccelli morti ogni anno nelle fosse petrolifere siano obsolete perché le aziende non utilizzano più le fosse aperte per immagazzinare rifiuti pericolosi derivanti dalla perforazione. “Gli studi non rappresentano la realtà sul campo“. Anche lo US Fish and Wildlife Service ha messo in dubbio le accuse di Ashe: “Senza basi scientifiche, ogni accusa sul numero di uccelli è irresponsabile e pura speculazione”.

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Tuttavia le stime di Ashe sono supportate da Amanda Rodewald del Center for Avian Population Studies della Cornell University e da due ex dirigenti del Fish and Wildlife Service. “Un miliardo di uccelli vengono già uccisi dall’industria ogni anno. Stiamo parlando di una scala di mortalità significativa sia a livello ecologico che biologico“.

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