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Animali, “Io nato per essere ucciso”: 12 artisti a difesa dei visoni in gabbia VIDEO

12 artisti della musica e del mondo dello spettacolo si uniscono in un video denuncia contro gli allevamenti di visoni e degli altri animali da pelliccia.


Dodici personaggi dello spettacolo e della cultura hanno realizzato insieme il video «Nato per essere ucciso»  per l’associazione animalista internazionale Peta (People for ethical treatment of animals), un video per denunciare i maltrattamenti e le torture dei visoni e degli altri animali allevati solo per essere uccisi e spellati.

 Da Red Canzian a Rosita Celentano, da Tullio Solenghi a Jo Squillo, passando per la conduttrice e musicista Kris Reichert, gli attori Massimo Wertmüller, Claudia Zanella, Tullio Solenghi, Daniela Poggi e Claudio Colica, la showgirl Daniela Martani, la cantautrice e food blogger Chiara Canzian e il filosofo e scrittore Leonardo Caffo, il video è una denuncia ma anche e soprattutto un appello a voltare pagina, con la rinuncia definitiva agli allevamenti di animali da pelliccia. Per una scelta etica, innanzitutto. Ma anche per una maggiore tutela della salute degli animali e delle persone che vi lavorano a contatto.

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«Sono nato per correre. Sono nato per nuotare. Sono nato per esplorare il mio habitat naturale — racconta il visone che rappresenta tutti i visoni d’allevamento, attraverso le voci degli artisti —. Sono nato per fare le fusa come un gatto quando sono felice. Qui dentro, non so cosa sia la felicità». Il racconto prosegue con la descrizione della vita dietro le sbarre, l’impossibilità di muoversi, lo sviluppo di comportamenti paranoici, la solitudine, il terrore. Fino all’ora della morte, che in qualche caso avviene con metodi anche più cruenti dell’asfissia. «Uccidere me — è il monito finale con richiamo alla pandemia — sta uccidendo anche te».

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«Gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia minano la reputazione di questa nazione come polo della moda innovativo e all’avanguardia — commenta Patrizia Re, portavoce di Peta in Italia —. Oggigiorno gli stilisti, gli acquirenti e i rivenditori non vogliono avere più niente a che fare con il materiale proveniente da atti di crudeltà. La pelliccia appartiene solo agli animali a cui viene indebitamente strappata di dosso. Il governo è chiamato a prendere una decisione definitiva che tenga in considerazione la volontà dei cittadini italiani, abolendo senza ulteriore indugio questo settore arcaico».

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