Animali in via di estinzione: i pescatori in aiuto della manta gigante

La manta gigante è in via di estinzione nell’Oceano Pacifico ma l’ascesa dell’ ecoturismo sta cambiando l’atteggiamento dei pescatori locali che adesso vedono l’animale come una risorsa da aiutare e non da sfruttare.

I pescatori che si avventurano al largo delle coste peruviane tengono sempre d’occhio le acque cristalline sotto di loro, sperando di avvistare la sfuggente manta gigante. Oggi però queste barche trasportano turisti piuttosto che reti. Il mare che una volta li sostentava non è più florido come una volta, ma fortunatamente hanno trovato un nuovo modo per guadagnare, questa volta rispettoso dell’ecosistema marino.

Questa zona di Oceano Pacifico che il Perù divide con l’Ecuador è l’habitat di una delle più grandi popolazioni del mondo di manta giganti, e la comunità locale, guidata dallo scienziato marino Kerstin Forsberg, sta facendo di tutto perché resti tale.

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Questi bestioni degli oceani vengono cacciati per le loro branchie, un ingrediente della medicina cinese, o spesso rimangono incastrati nelle reti dei pescatori peruviani. Con le pinne laterali che possono arrivare a una larghezza di 9 metri, le manta giganti si sono ridotte di un terzo e sono entrate nella lista rossa delle creature in pericolo dell’ International Union for Conservation in Nature.

In otto anni la dottoressa Forsberg ha cambiato la mentalità degli abitanti verso le manta. Ha contribuito a creare un’associazione di pescatori specializzati nell’ecoturismo, incoraggiando visitatori locali e stranieri ad osservare e anche a nuotare con questi giganti dell’oceano.

“La gente locale adesso è entusiasta delle manta. Adesso se una manta rimane incastrata nelle reti, i pescatori la liberano immediatamente e poi vengono a riferire l’avvistamento a noi” racconta la Forsberg.

Edoardo Cruz è un pescatore locale di 50 anni. Una volta ha raccolto una manta gigante nella sua rete: era così pesante che ci è voluta una gru per sollevarla dalla sua nave. Nonostante pesasse una tonnellata e mezzo gli è valsa solo 50 dollari di guadagno, in quanto la sua carne non ha molto valore.

“Una volta se una manta rimaneva incastrata nella rete, la tiravamo su, la uccidevamo con una coltellata e poi la trascinavamo a riva. – racconta il pescatore – Adesso non più, usiamo il coltello non per uccidere ma per liberare la manta e ributtarla in mare”.

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L’ ecoturismo sostenibile porta più guadagno rispetto alla pesca locale. Con il turismo collegato alla fauna marina gigante (balene, squali ,orche) in crescita vertiginosa, un turismo legato alle mante può diventare enormemente vantaggioso. Si calcola che in media una singola manta può generare, nel suo arco vitale di 40 anni, circa un milione di dollari in turismo. Morto varrebbe dai 40 ai 500 dollari.

Nel 2013 la dottoressa Forsberg con  Planeta Oceano, l’organizzazione che ha fondato nel 2009, è riuscita a garantire protezione legale alle manta della zona, arrivando a far approvare una risoluzione ministeriale che proibisce la vendita la cattura o il consumo delle manta in Perù.

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Ma il successo più grande, racconta la Forsberg, è stato il rendere “questo magnifico pesce parte integrante della cultura e della identità delle popolazioni locali”, come nel paese di Zorritos, dove le manta vengono dipinte sui murales e i bambini organizzano le “parate delle manta”.

“Vogliamo che i bambini apprezzino le manta giganti ma, al di là di questo, vogliamo che apprezzino la fauna e l’ecosistema marino” spiega la Forsberg. “Stiamo sensibilizzando i bambini attraverso i nostri insegnamenti, così che possano portare il messaggio anche nelle loro case”, racconta la maestra Luz Marina Agurto, parte del network di educatori allestito da Planeta Oceano in collaborazione con il Programma di Azione Globale dell’Unesco.

Le manta, però, affrontano problemi che la comunità locali non possono risolvere. Le microplastiche oceaniche sono una minaccia crescente per questi giganti che si nutrono di microrganismi, spiega la Forsberg. Gli scienziati stanno studiando come l’emergenza climatica sta influenzando la fauna oceanica, soprattutto in questa zona che collega le fredde, ricche nutrienti acque della Corrente Humboldt e le calde acque tropicali.

Ma in questa regione, famosa per le sue spiagge assolate e per i pranzi di pesce, l’impegno dei pescatori e delle associazioni locali sta proteggendo non solo le manta ma anche 5 specie diverse di tartarughe marine, leoni marini, squali bianchi e alcuni branchi di capodogli.

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