Animali

Animali, ennesima crudeltà umana: elefante incinta uccisa da un ananas riempito di petardi

Condividi

La storia dell’elefantessa incinta morta ingerendo un ananas riempito di potentissimi petardi continua a fare il giro del web. L’animale si è cibato da solo di quel frutto ma ciò non rende l’uomo innocente: questo incidente evidenzia il problema legato al fenomeno del “pig cracker”.

In india una femmina di elefante incinta è morta dopo aver ingerito un ananas riempito di potenti petardi, che le hanno squarciato lo stomaco uccidendo lei e il suo piccolo. L’animale ha sofferto per giorni prima di morire. I veterinari una volta trovato l’animale hanno provato in ogni modo a salvarla ma senza risultato

La notizia ha fatto il giro del mondo, scatenando polemiche sui social network a causa delle fake news su come sono andate le cose. 

Etiopia, sei elefanti morti in un giorno a causa del bracconaggio illegale

L’elefante di 15 anni, incinta di due mesi, apparentemente si è allontanata in un villaggio vicino al Parco Nazionale della Silent Valley nel distretto di Palakkad la scorsa settimana e ha mangiato l’ananas. Inizialmente era stata affermato che quell’ananas fosse stata offerta da qualcuno all’animale.

Il dipartimento forestale dello stato aveva affermato che non esistevano “prove conclusive” che collegassero la morte ai petardi, ma la maggior parte degli esperti pensa che l’elefante abbia mangiato quello che viene chiamato “pig cracker”. L’animale è infatti morto dopo essersi imbattuto in una trappola concepita dai contadini del posto per evitare che cinghiali ed altre specie diano l’assalto alle coltivazioni.

Intanto si continua ad indagare sull’incidente dell’elefantessa che avrebbe infatti ingerito una trappola comune inventata dai contadini del posto per evitare che gli animali selvatici diano l’assalto alle coltivazioni.

La polizia indiana ha arrestato un uomo e sta dando la caccia ad altre due persone. La persona arrestata sarebbe infatti accusata di aver collocato la trappola per difendere la sua piantagione di gomma: “L’uomo ha ammesso di aver usato noci di cocco piene di esplosivo per colpire gli animali selvatici”, ha detto a Afp Surendra Kumar, capo guardiano della fauna selvatica del Kerala.

Il rapporto sull’autopsia dell’elefante morto ha rivelato che l’animale non è stato in grado di mangiare nulla a causa delle ferite profonde, per le quali è anche affogato perché troppo debole. 

Anche se la morte dell’elefantessa non è stata intenzionale, questa storia non minimizza le responsabilità dell’uomo. Quelle trappole restano una crudeltà e pericolose per tutti gli animali. 

Namibia, dieci elefanti abbattuti per proteggere gli agricoltori e i loro raccolti

In un post su Facebook, il funzionario della foresta Mohan Krishnan ha detto che i petardi sono esplosi nella bocca dell’animale e l’elefante ha camminato per giorni soffrendo terribilmente prima di morire il 27 maggio, in piedi in un fiume.

Ha scritto che l’animale non ha fatto del male a un singolo essere umano anche quando correva per il dolore lancinante nelle strade del villaggio“.

Quando l’ho vista, era in piedi nel fiume senza fare alcun rumore. Probabilmente stava ottenendo un po ‘di sollievo immergendo il petto e la bocca nell’acqua“, ha detto Krishnan alla BBC.

Animali, emergenza elefanti nel paese: morti 361 esemplari nel 2019

Un alto funzionario della foresta locale ha detto che l’elefante è rimasto in acqua per quattro giorni, anche quando i lavoratori della fauna selvatica e i veterinari hanno cercato di salvarla.

Abbiamo fatto del nostro meglio per salvare la vita sia della madre che del bambino, ma abbiamo fallito”, ha detto KK Sunil Kumar alla BBC.

La morte dell’elefante ha sottolineato per l’ennesima volta il problema dei “pig cracker” ovvero i frutti riempiti di esplosivi usati dagli agricoltori indiani per allontanare i cinghiali.

È online la petizione per richiedere lo stop “all’uso crudele di bombe camuffate da frutti che causano la morte di elefanti e di altri animali”, promossa dal gruppo animalista WILDLIFE SOS, che ha offerto anche un premio di 100mila dollari a chi avesse fornito notizie sul colpevole dell’omicidio di mamma elefante.

(Visited 11.871 times, 1 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago