Chiusi in gabbia, malati e affamati, i leoni di uno zoo di Karthum in Sudan lottano tra la vita e la morte. Da tutto il mondo stanno giungendo volontari per liberarli e salvarli.

Si moltiplicano gli appelli per salvare un gruppo di quattro leoni «malnutriti e malati» tenuti in gabbia in un parco di Khartum, in Sudan. Un quinto esemplare, una femmina, è morta proprio lunedì mattina, nonostante il tentativo di somministrarle liquidi nel sangue.

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Un gran numero di persone si è recato nel parco Al-Qureshi per monitorare, dal vivo, le condizioni degli animali, dopo che in Rete sono rimbalzate le immagini che mostrano la carenza di cibo e medicine nella struttura. «Sono rimasto scosso quando ho visto le ossa di questi leoni sporgere dalla pelle», ha detto Osman Salih, organizzatore di una campagna per salvare i grandi felini, come si legge sul Guardian. Nel post pubblicato su Facebook, ha anche raccontato di aver chiesto aiuto a istituzioni e persone interessate alla causa.

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Nelle ultime settimane funzionari e medici del parco avevano già lanciato l’allarme, sottolineando come alcuni animali avessero perso quasi i due terzi del loro peso. «Il cibo — ha aggiunto Essamelddine Hajjar, manager del parco — non è sempre disponibile, così spesso lo acquistiamo con i nostri soldi».

La struttura è gestita dal comune di Khartum e finanziata in parte da privati, ma il Sudan da mesi — dopo il rovesciamento del presidente e del suo regime — è nel mezzo di una crisi economica dovuta all’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari e alla carenza di valuta estera.

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Nel giro di poche ore l’hastag #Sudananimalrescue è diventato virale, facendo affluire centinaia di donazioni oltre ad appelli degli utenti per spostare i leoni in una struttura alternativa. Un reporter dell’Afp ha anche raccontato di aver visto uno dei leoni dello zoo, disidratato, legato a una corda e alimentato con una flebo.

 

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