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Animali, una donna inglese adotta un cane destinato al macello in Corea del Sud

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Rafi Sahin è volata in Corea del Sud per salvare un cane destinato ad essere mangiato, le cui gambe posteriori erano state già amputate da un macellaio. Ora il cane sta bene e Rafi ha lanciato una raccolta fondi per impiantare al cane due protesi per permettergli di vivere una vita normale.

Rafi Sahin, cittadina di Londra, ha iniziato nel 2017 la sua battaglia per cercare di salvare stava cercando un cane. Un giorno stava leggendo un articolo sullo Yulin Dog Meat Festival in Cina, che ha dato il via agli eventi che l’hanno condotta al suo cucciolo.  L’articolo l’ha condotta al sito CARE, un’organizzazione coreana che salva i cani che sopravvivono al commercio di carne.  

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Qui, lei si è innamorata di Jindol, un jindo coreano che aveva perso le sue gambe ed era stato trovato in una strada affamato e spaventato. Li ha contattati dando il via al processo di adozione. Dopo sei mesi di vaccinazione, controlli sanitari e ispezioni, Rafi è riuscito a portarlo a casa.

“Non so esattamente come abbia perso le gambe ma molti coreani mi hanno contattato dicendo che è solito che i commercianti di carne amputino le gambe per evitare che fuggano e li torturano prima di ucciderli secondo la convinzione che ciò rende più tenera la carne. L’organizzazione lo ha salvato e riabilitato e veniva tenuto nell’area reception per invogliare la gente a fare donazioni più grandi. Ora è parte della famiglia da gennaio 2018. Era molto nervoso all’inizio ma noi abbiamo guadagnato la sua fiducia con il tempo. Quando è stato salvato era sudicio, malnutrito e aveva bisogno di essere allattato”, racconta Rafi.

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La donna lo ha portato da vari specialisti in amputazioni e ora sta raccogliendo dei fondi per un intervento per delle gambe bioniche che gli permettano di vivere senza dolore.

“Quando sono arrivata al rifugio Jindol era molto stressato e ha iniziato ad abbaiare ma quando mi sono inchinata per salutarlo lui si è sdraiato per farsi accarezzare la pancia e siamo diventati subito amici. Il team che lo ha salvato in Corea mi ha mostrato come hanno curato Jindol ma ero convinta di poter migliorare le sue condizioni. Ho fatto esperienza con le tecniche di bendaggio e preso consigli da alcune infermiere, specialisti in amputazioni. Ha ancora degli alti e bassi, dolori e infezioni con cui convivere ed ha sessioni regolari di idroterapia per ridurre i danni ma in generale è molto felice”.

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Rafi ha altri due cani, un ibrido husky samoiedo chiamato Loki e un bulldog francese chiamata Lyra, che vanno d’accordo con Jindol. “Era molto timido e nervoso quando è arrivato a casa. Si sedeva da solo sul suo letto e indietreggiava quando veniva alzata una mano, come se pensasse di essere punito. È cambiato molto da allora, è uno della famiglia, ha il suo posto sul divano e ci sale da solo. Ti segue in tutta la casa, in particolare dove pensa ci sia il cibo. È un po’ nervoso quando siamo fuori ma sa che può contare sulla sua mamma”.

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È la dimostrazione che i cani sono troppo puri per questo mondo; Rafi sostiene che Jindol abbia “ancora troppo amore e fiducia nelle persone. Quando l’ho portato per la prima volta su una spiaggia era cosi felice da farmi commuovere”.

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