Le guardie zoofile dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) di Roma hanno elevato sanzioni amministrative per trenta negozi che vendono animali d’affezione. Alcune esponevano i cuccioli in vetrina

Le regole di numerosi comuni italiani, tra cui Roma, vietano l’esposizione di animali d’affezione – come cani, gatti, uccelli, furetti e conigli – nelle vetrine dei negozi che li vendono. Una regola, però, non sempre applicata.

Una task force della Organizzazione internazionale protezionale animali di Roma ha sanzionato 30 negozi di animali della Capitale durante una serie di controlli condotti nei giorni scorsi.

Tra le violazioni contestate, oltre all’esposizione, in alcuni casi, di animali in vetrina, l’assenza delle necessarie autorizzazioni e la mancata nomina dei direttori sanitari delle attività. Quest’ultima, una fattispecie di illecito amministrativo che può recar danno agli animali presenti nel negozio nel caso di necessità medico-veterinarie.

“I controlli – ha spiegato Claudio Locuratolo che coordina le guardie zoofile dell’Oipa di Roma – proseguiranno in maniera programmata e costante. Anche se la vendita di animali da affezione è consentita, le leggi a tutela degli animali vanno rispettate dai commercianti. Chiediamo alle Asl di vigilare con maggiore attenzione: abbiamo riscontrato un gran numero di violazioni e questo è indice di controlli insufficienti”.

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