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Animali, 1000 avvoltoi avvelenati in Africa: ora la specie rischia l’estinzione

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1000 avvoltoi sono stati trovati morti in Guinea-Bissau. Secondo le prime indagini la causa della morte sembra essere il contatto con la strictina, un potente veleno utilizzato contro i cani randagi.

Circa 1,000 capovaccai pileati, una specie di avvoltoi molto diffusa in Africa,  sono morti per avvelenamento in Guinea-Bissau, spingendo la specie sull’orlo dell’estinzione. Apparentemente gli avvoltoi erano in cerca d’acqua quando sono stati trovati morti nella periferia tra due città, Bafata e Gabu, distanti 30 km l’una dall’altra.

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Questa ecatombe è la più grande da decenni per questo tipo di uccelli secondo la Vulture Conservation Foundation. La causa più probabile per la morte sembra essere avvelenamento da stricnina, un veleno illegale in Europa, utilizzato per contenere la popolazione di cani randagi in cerca di rifiuti, nei quali anche gli avvoltoi si addentrano in cerca di animali morti.

La Guinea-Bissau si trova in una condizione di instabilità politica: le istituzioni sono paralizzate e muoversi all’interno del paese è difficile: di conseguenza solamente un avvoltoio è stato raccolto per l’autopsia. La popolazione degli avvoltoio è in declino in Africa. Gli uccelli sono spesso vittime di veleni utilizzati per uccidere leoni, iene e altri animali. Inoltre vengono uccisi direttamente dai bracconieri perché muovendosi rapidamente verso le proprie prede, gli avvoltoi possono aiutare le autorità ad identificare cacciatori di rinoceronti ed elefanti. “L’avvelenamento sta spingendo gli avvoltoi verso l’estinzione” ha spiegato Jose Tavares, direttore della Vulture Conservation Foundation “i capovaccai pileati sono una specie a rischio in tutto il mondo e la Guinea-Bissau aveva una delle maggiori popolazione in Africa. Quest’avvelenamento di massa ha ridotto significativamente la specie”.

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In Africa l’avvelenamento di massa è spesso legato ad attività criminali e causa la morte di migliaia di avvoltoi ogni anno. Nonostante il bracconaggio non sia molto diffuso in Guinea-Bissau, Tavares ha spiegato che le motivazioni dietro l’avvelenamento rimarranno ignote fin quando non saranno condotti i test tossicologici. Tuttavia tutti gli uccelli tranne quello dei test sono stati bruciati per motivi di salute pubblica. La Vulture Conservation Foundation sta lavorando con le agenzie del paese per raccogliere alcune carcasse e congelarle in modo da poterle utilizzare in altri test.

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Mentre gli avvoltoi stanno scomparendo da Asia e Africa, la loro popolazione in Europa è in continuo aumento. Secondo Tavares queste popolazioni si stanno riproducendo grazie ai programmi di reintroduzione negli habitat e ad alcuni regolamenti europei che consentono agli allevatori di lasciare il bestiame morto all’aperto per nutrire gli uccelli: “Gli avvoltoi forniscono un ecosistema unico e permettono di risparmiare milioni di euro spesi per bruciare le carcasse degli animali, oltre ad evitare le emissioni prodotte dalla combustione”.

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