PoliticaSalute

Amianto, dal Ministero Ambiente 385 milioni per rimuovere la fibra killer

Condividi

Amianto. “Oggi è un giorno importante perché abbiamo messo a segno, secondo me, un colpo importante.

Quello di iniziare veramente, concretamente, fattivamente il contrasto al peggiore killer che noi conosciamo nell’ambiente: l’amianto”.

Così, il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, annuncia durante una diretta Facebook l’arrivo del decreto che stanzia 385 milioni di euro per togliere l’amianto dagli ospedali e dalle scuole di tutta Italia.

385 milioni di euro – spiega Costa – dati alle Regioni affinché subito vengano redatti i progetti per togliere l’amianto da tutte le scuole e tutti gli ospedali”.

Amianto nel Ticino, Sindacati: ‘ serve ente super partes che vigili sulla SUVA’

Per il Ministro dell’Ambiente, questo decreto “è un passaggio fondamentale perché è un modo reale, visibile, per tutelare il nostro territorio ma soprattutto la salute delle persone più fragili: i nostri figli e coloro che soffrono in un ospedale”.

In Italia sono circa 2.400 scuole a rischio, con un bacino di 350.000 alunni e 50.000 docenti.

Nel bel paese ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti la fibra killer, 33 in matrice compatta e 7 friabile, in un milione di siti, di cui 50.000 industriali e 40 di interesse nazionale (di questi, 10 solo per amianto, da Fibronit di Broni e di Bari a Eternit di Casale Monferrato).

Una situazione che sta provocando un fenomeno epidemico con 6.000 decessi ogni anno di mesotelioma (1.900), asbestosi (600), e tumori polmonari (3.600).

Costa ha poi ricordato come il suo mandato al Ministero sia iniziato con la richiesta di “una commissione, un gruppo di lavoro sull’amianto”.

Amianto, in Italia seimila morti all’anno. A rischio 2400 scuole e oltre 250 ospedali

“Ho stressato il meccanismo del ministero per ottenere dei risultati” – ha detto il Ministro dell’Ambiente.

Un importante passaggio di questo decreto è la norma che prevede come tutto ciò che viene risparmiato dalle progettazioni per l’eliminazione dell’amianto da scuole e ospedali, rimanga in questo settore.

Ovvero, i fondi “avanzati” saranno utilizzati per eliminare la fibra killer da altre scuole e altri ospedali.

“Noi abbiamo quest’idea precisa: togliamo l’amianto dal Paese Italia” – ha sottolineato Costa, rivolgendo un appello a tutte le Regioni: “fate presto! Fate presto a togliere l’amianto dalle scuole e dagli ospedali. Fate presto con le progettazioni e se occorre, lo dico a tutte le Regioni, i tecnici del Ministero dell’Ambiente vi sono affianco. Se avete una necessità di un chiarimento, di un approfondimento. Noi ci siamo. L’ho decretato. Anche questo ho decretato. Non vi possiamo dire di no. Noi vogliamo dire sempre di sì.  Ecco i sì che contano nell’ambiente.

Il Ministero dell’Ambiente non solo dà le risorse, ma si mette affianco alle Regioni che hanno necessità di essere aiutate. Il momento di fare presto è arrivato. L’amianto via dall’Italia”.

Amianto, la Cassazione conferma la condanna a Rete Ferroviaria Italiana

La produzione, la lavorazione e la vendita dell’amianto sono fuori legge in Italia dal 1992.

La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all’estrazione e alla lavorazione dell’asbesto, è stata la prima a occuparsi anche dei lavoratori esposti all’amianto.

All’art. 13 essa ha introdotto diversi benefici consistenti sostanzialmente in una rivalutazione contributiva del 50% ai fini pensionistici dei periodi lavorativi comportanti un’esposizione al minerale nocivo.

In particolare questo beneficio è stato previsto: per i lavoratori di cave e miniere di amianto a prescindere dalla durata dell’esposizione (comma 6), per i lavoratori che abbiano contratto una malattia professionale asbesto-correlata in riferimento al periodo di comprovata esposizione (comma 7) e per tutti i lavoratori che siano stati esposti per un periodo superiore ai 10 anni (comma 8).

(Visited 38 times, 2 visits today)

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Teleambiente.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi di teleambiente.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Stefano Zago