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Giornata mondiale vittime amianto, ancora troppe le vittime della fibra killer

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Amianto. Come ogni anno, il 28 aprile si celebra la Giornata Mondiale delle vittime di amianto. Una triste pagina per l’Italia.

Nonostante questo pericolosissimo materiale sia stato messo al bando nel nostro Paese nel 1992, continua ad uccidere, trasformandosi in fibre invisibili la cui esposizione che possono generare mesotelioma, tumore al polmone, alla laringe, allo stomaco e al colon.

In Italia – racconta l’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto – ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto, 33 in matrice compatta e 7 friabile in circa un milione di siti.

È stata segnalata la presenza di amianto in 2.400 scuole, 1.000 biblioteche ed edifici culturali e 250 ospedali.

Nonostante siano passati quasi 30 anni dalla legge 257/1992 che ha vietato l’utilizzo di questo materiale, nel Paese muoiono ancora di amianto circa 6.000 persone all’anno e sono migliaia gli italiani che si ammalano di mesotelioma pleurico e altre tipologie di tumori polmonari.

“Sono numeri che non si possono accettare e che il Ministero dell’Ambiente vuole abbattere, attraverso la mappatura, il monitoraggio e la bonifica delle aree SIN contaminate su tutto il territorio nazionale” – ha detto l’On. Roberto Morassut, sottosegretario all’Ambiente con delega alle bonifiche, in occasione della Giornata nazionale per le vittime dell’Amianto.

” Oggi  – ha aggiunto Morassut – raccogliamo i primi frutti del grande lavoro svolto dalla Commissione amianto, guidata da Raffaele Guariniello, istituita lo scorso anno presso il nostro dicastero e le cui conclusioni confluiranno nel collegato ambientale con l’introduzione dello strumento sanzionatorio. Saranno previsti un aumento delle pene per chiunque abbia contribuito a determinare o ad anticipare l’insorgenza di un tumore correlato all’esposizione all’amianto e la reclusione da tre a sei anni e la multa da 20.000 euro a 50.000 euro per chiunque commercia, estrae, produce amianto o prodotti contenenti amianto”.

“La Commissione, che si scioglierà a giugno prossimo – ha concluso il sottosegretario – ha prodotto un grande risultato, una riforma organica della normativa, che va a toccare tutte le criticità legate alla diffusione e allo smaltimento dell’amianto e che diventerà proposta di legge del governo per essere discussa e votata dal Parlamento”.

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Come ricorda il Consiglio Nazionale dei Geologi, quello dell’Amianto tocca da vicino, oltre che l’aspetto sanitario anche quello geologico, dal momento che si tratta di minerali fibrosi presenti naturalmente nell’ambiente.

“I geologi sono esperti conoscitori del territorio in cui operano e in tal senso la conoscenza geologica può essere fondamentale per consentire l’identificazione e la mappatura dei siti caratterizzati dalla presenza di rocce amiantifere – afferma Vincenzo Giovine, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi – tali siti, utilizzati come zone di produzione in passato, costituiscono, tuttora, un potenziale pericolo per la diffusione delle fibre. Il geologo può quindi contribuire in maniera sensibile al processo di bonifica e di messa in sicurezza di tali aree”.

“In Italia sono ancora molti i materiali contenenti amianto che attendono di essere smaltiti o inertizzati e ci sono molti siti in cui devono ancora essere effettuate le bonifiche – continua Giovine – c’è poi il problema della mancanza di discariche regionali in cui smaltire i rifiuti che contengono questo minerale”.

L’amianto nel nostro Paese costituisce ancora oggi un problema irrisolto per l’assenza di un quadro conoscitivo omogeneo.

“A livello nazionale il quadro è fortemente diversificato non essendoci ancora un Piano nazionale amianto uniforme – spiega Giovine – alcune regioni risultano più virtuose con uno stato di conoscenze più avanzate rispetto ad altre. Il Piemonte, ad esempio, è la prima Regione italiana ad adottare un protocollo per eseguire la mappatura dell’amianto presente in natura. Questo metodo permette di individuare le aree dove è più probabile trovare la presenza del minerale all’interno delle rocce con un margine di errore molto basso”.

“L’Abruzzo, invece, si sta dotando di un Piano regionale per la difesa dai pericoli dell’amianto per lo smaltimento, la bonifica dell’amianto, la tutela della salute e dell’ambiente. Altri obiettivi del Piano – conclude il Vice Presidente del CNG – sono il consolidamento della sorveglianza epidemiologica e sanitaria, della conoscenza sulle attuali esposizioni all’amianto e il miglioramento della tutela della salute e della qualità degli ambienti di vita e di lavoro in relazione al rischio”.

Amianto, dal Ministero Ambiente 385 milioni per rimuovere la fibra killer

Lo scorso gennaio, con un video su Facebook, il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa annunciava  “385 milioni dati alle Regioni affinché subito vengano redatti i progetti”, rivolgendo un appello a tutte le Regioni a fare presto a togliere l’amianto da scuole, dagli ospedali e fare presto con le progettazioni, mettendo a disposizione i tecnici del ministero.

I 385 milioni fanno parte del ‘Piano di bonifica da amianto’, previsto nel secondo Addendum al Piano operativo ‘Ambiente’ approvato dal Cipe nel 2016 e adottato adesso con un provvedimento dalla Direzione generale competente del ministero dell’Ambiente.

Il piano individua i soggetti beneficiari delle risorse (Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano) e le modalità di trasferimento.

I soggetti beneficiari a loro volta individueranno gli interventi da finanziare e ne cureranno la gestione, il controllo e il monitoraggio sulla realizzazione.

Dal canto suo, il ministero dell’Ambiente si impegna a garantire che le Regioni e le Province autonome ricevano tutte le informazioni pertinenti per l’attuazione degli interventi, in particolare le istruzioni sulle modalità per la corretta gestione, verifica e rendicontazione delle spese, attraverso anche la condivisione di quanto previsto dal Sistema di gestione e controllo del Piano operativo ‘Ambiente’.

Tutti gli interventi dovranno essere realizzati entro il 31 dicembre 2025.

“Nella Giornata mondiale per ricordare le vittime dell’amianto, che ricorre oggi come anno, è per noi un obbligo fermarci a riflettere su questa minaccia silenziosa che purtroppo, a quasi tre decenni dalla legge che ne ha abolito l’utilizzo, continua a mietere anche in Italia migliaia di vittime” – scrive in una nota il Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa.

“È per noi un obbligo morale favorire ogni azione che possa contribuire a difendere i cittadini, in particolare i più deboli – aggiunge il Ministro – Abbiamo destinato 385 milioni di euro a interventi di bonifica che le regioni dovranno realizzare entro il 2025 negli edifici pubblici, scuole e ospedali in primis, adottando il piano operativo ambiente approvato dal Cipe nel 2016. Nel collegato ambientale introdurremo inoltre uno strumento sanzionatorio, inasprendo le pene per chi si rende responsabile delle malattie collegate all’utilizzo di questo materiale, o contribuisca in qualsiasi modo alla sua diffusione”.

“Insisteremo affinché i fondi vengano utilizzati e le sanzioni applicate – spiega Costa – utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione, per vincere una battaglia che va avanti da troppo tempo”.

“L’importante risultato della Commissione presieduta da Raffaele Guariniello, che ringrazio per l’impegno e la passione con cui anche in questo periodo sta conducendo i lavori, e composta dai maggiori esperti del settore, è alle fasi finali – conclude il Ministro -. Ci sarà certamente un incontro con le associazioni che rappresentano le migliaia di vittime e i loro familiari. Sono estremamente soddisfatto che alcune proposte diverranno operative già nel Collegato ambientale: credo sia arrivato il momento di accelerare, di utilizzare tutti gli strumenti normativi a disposizione”.

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