AMIANTO, SENTENZA STORICA. TRIBUNALE DI NOLA CONDANNA INAIL

Amianto. Una sentenza che non può che essere definita storica.

A pronunciarla, il Tribunale di Nola che ha condannato l’Istituto Nazionale Assicurazioni, Infortuni sul Lavoro, al riconoscimento nella misura del 60% della rendita di malattia professionale, contratta da Pasquale Quattromani, manutentore degli aerei, morto nel 2009.

L’INAIL dovrà inoltre pagare in favore della vedova:

  • tutti i ratei maturati dalla domanda in via amministrativa e fino al decesso della vittima,
  • dovrà costituire la rendita di reversibilità
  • pagare anche tutti i ratei successivamente maturati dalla vedova e le prestazioni aggiuntive del fondo vittime amianto
  • rilasciare la certificazione di esposizione amianto.

 

La storia di Pasquale Quattromani:

Pasquale Quattromani ha lavorato per quasi 40 anni come manutentore degli aerei. Un esperto. Un operaio specializzato che non poteva permettersi neppure un minimo errore. Un lavoro delicato quello di Pasquale Quattromani che lo ha costretto ogni giorno ad inalare polveri d’amianto. Un veleno continuo tramutatosi in una condanna mortale. L’operaio specializzato si è ammalato di mesotelioma. Un anno di calvario e poi l’inevitabile morte.

Il dolore della moglie

“Mio marito ha sofferto tantissimo. L’ultimo anno della sua via è stato drammatico – racconta la vedova, con la voce rotta dal pianto-. Aveva sempre la mascherina d’ossigeno. Non riusciva più ad alzarsi dal letto. Era stanco, inappetente. Era ridotto come una larva.  La mattina quando apriva gli occhi, toglieva un momento l’ossigeno e guardando in alto sussurrava ‘perché Signore, perché mi ha fatto svegliare? Soffro troppo, vieni a prendermi’. E così – conclude – fino al giorno del suo ultimo respiro. Una vita di sacrifici e di sofferenza quella di Pasquale e la sua famiglia. Assistere un paziente oncologico non è semplice. Come non è stato semplice per la moglie del poveretto che non l’ha abbandonato neppure un giorno. “Ringrazio l’avvocato Ezio Bonanni, è un vero professionista. Lo ringrazio di cuore – commenta la moglie del manutentore deceduto per mesotelioma – per avere tutelato i miei interessi, riscattando il lavoro e tutti i sacrifici sopportati dal mio povero congiunto. Sono molto soddisfatta di questa sentenza che riconosce in pieno tutte le spettanze”.

Un ricordo della vittima

Pasquale Quattromani non voleva morire. La moglie e i figli volevano che non morisse. Ricevette la triste diagnosi di mesotelioma in quel di Napoli e con amore la moglie Sofia Ferraro ha accompagnato il marito fino a Bruxelles. Qui ha ricevuto ulteriore terribile sentenza di morte. La fibra killer non lascia scampo, uccide. Pasquale Quattromani è stato ucciso perché sono state violate le leggi sulla sicurezza sul lavoro, con aeroplani imbottiti di amianto che è stato rimosso solo dopo che l’avv Ezio Bonanni agli inizi degli anni 2000 fece fare un sopralluogo presso l’aeroporto di Fiumicino e da lì la triste verità di una tragedia imminente che è stata poi confermata dall’epidemia di mesoteliomi già in corso. Pasquale Quattromani è deceduto subito dopo il suo collega Aldo Converso, anche lui tecnico aeronautico presso l’officina di Napoli Capodichino, e fu l’intervento del Prof. Menegozzo, responsabile dell’ufficio mesoteliomi della regione Campania a scoprire che effettivamente l’avv. Ezio Bonanni aveva ragione e da lì è stato effettuato un censimento dei casi di mesotelioma in aviazione civile e si è scoperto che ci sono stati n 742 per la voce “trasporti terrestri ed aerei”, tra cui 4 piloti di aerei civili e 14 ingegneri e altri tecnici aeronautici- (VI rapporto mesotelioma edito da Inail 10/2018). È solo la punta dell’iceberg perché l’amianto provoca anche tumore al polmone, alla laringe, alla faringe, allo stomaco e agli altri organi delle vie respiratorie e gastro intestinali e ancora l’asbestosi, la terribile fibrosi che toglie il respiro ed uccide per arresto cardio circolatorio.

 

La strategia dell’osservatorio:

L’ONA prosegue nel suo impegno per la prevenzione primaria. Evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer dell’asbesto amianto detto anche Eternit e per coloro che sono stati già esposti sostiene la necessità di controlli sanitari per la diagnosi precoce e ancora ha costituito un pool di legali per il riconoscimento dei diritti dalla rendita Inail fino al prepensionamento e al risarcimento dei danni. La prossima mossa per gli eredi Quattromani sarà quella di fare causa al datore di lavoro e chiedere il risarcimento di tutti i danni per la vedova e per gli eredi.

I servizi dei volontari dell’osservatorio nazionale amianto

“Il mesotelioma della pleura è una neoplasia mortale. Il danno è sempre del 100%. In caso di decesso la rendita spetta alla vedova. Il lavoratore malato di mesotelioma ha diritto all’immediato pensionamento.

Se il danno biologico è inferiore al 16%, ma quantomeno pari al 6%, – spiega l’avvocato Ezio Bonanni – il lavoratore esposto all’asbesto ha diritto ad ottenere il riconoscimento dell’indennizzo del danno biologico (indennizzo Inail in un’unica soluzione). In ogni caso, il lavoratore ha diritto al rilascio della certificazione sulla base dell’art. 13 co. 7 L. 257/92, quindi con accredito maggiorazioni contributive amianto e prepensionamento. Per i lavoratori già in pensione – conclude l’esperto legale – vi è il diritto all’aumento della prestazione pensionistica Inps».

 

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