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AMIANTO, 100 MILA DECESSI NEI PROSSIMI 120 ANNI

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Amianto, 100 mila decessi nei prossimi 120 anni. 

L’Italia ne è stato il maggiore produttore e utilizzatore ed oggi ne paga il conto.

L’impiego massiccio di amianto nella produzione industriale combinato con la scarsa attenzione per la sicurezza ha determinato l’esposizione professionale intensa e prolungata a polveri e fibre di amianto di
più di 3 milioni di lavoratori e un’esposizione indiretta che ha coinvolto e continua a coinvolgere centinaia di cittadini.

Una situazione che ha causato un’epidemia di patologie asbesto correlate, il cui picco è previsto per il 2025.

I malati di oggi, sono infatti gli esposti di ieri e le esposizioni attuali produrranno i loro effetti nei prossimi 20, 30, 40, 50 anni.

6000 decessi solo nel 2016, 10.000 nuovi casi diagnosticati. 54.000 da qui al 2025.

100.000 decessi nei prossimi 120 anni solo in Italia e le stime sono prudenziali.

Un sacrificio di vite umane inaccettabile – condanna l’Avvocato Ezio Bonanni, Presidente dell’ Osservatorio Nazionale Amianto.

Fino all’entrata in vigore della legge 257/1992  sono state lavorate quasi 4 milioni di tonnellate di amianto.

Tutt’oggi nel nostro Paese, in assenza di una bonifica efficace, in circolazione ci sono ancora circa 40 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto.

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, ha stimato che la bonifica dei materiali contenenti amianto verrà portata a termine nei prossimi 85 anni; nel frattempo le esposizioni proseguiranno e tenendo conto dei tempi di latenza, i nuovi casi di patologie asbesto-correlate sarebbero diagnosticati nel corso dei prossimi 120 anni.

Ad oggi, il costo sociale medio di un paziente oncologico è di 41.000 euro ogni anno (se si dovesse aggiungere il costo di un farmaco di nuova generazione si arriverebbe ad oltre 100.000 euro l’anno).

Cifra insostenibile sia per il singolo malato che per la sua famiglia, ma anche per il Sistema sanitario Nazionale che dovrebbe affrontare una spesa complessiva stimata in 400 milioni di euro annui, a cui si aggiungono le spese per prestazioni previdenziali ed assistenziali: un totale di 48 miliardi nei prossimi 120 anni.

Ed è proprio partendo dalla stima di questi dati, che l’Osservatorio ha presentato una proposta di legge che prevede un credito di imposta per la bonifica e per la messa in sicurezza pari al 50% della spesa nel caso dei produttori di reddito di impresa e una detrazione del 75% nel caso dei privati.

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