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Ambiente, uccisi due attivisti: si erano messi contro le industrie minerarie

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Due attivisti messicani, Jesus Robledo Cruz e Maria de Jesus Gomez Vega, marito e moglie, sono stati uccisi mentre indagavano contro i brogli delle imprese minerarie della zona di Sonora, nel nord del Messico.

Jesus Robledo Cruz e Maria de Jesus Gomez Vega lottavano da anni  contro le attività di una compagnia mineraria a Sonora, nel Nord del Messico. I corpi dei due attivisti, marito e moglie, sono stati ritrovati  la scorsa settimana, mentre altri 13 attivisti anti-minerari hanno chiesto maggiore protezione del governo. La Rete Popolare Messicana (Rema), ha dichiarato che si trattava di una filiale di Penmont, un’impresa minera che si occupa sopratutto d’oro, nel comune di Puerto Penasco.

 


Secondo l’organizzazione Rema, l’omicidio avrebbe a che fare con l’impresa Penmont e che esistono collusioni con il governo municipale. Rema afferma infatti che il governatore di Sonora abbia sequestrato illegalmente più di 1.800 ettari di terreno ai proprietari terrieri della comunità, terre che qui in Messico sono comunitarie, o ejidos. L’organizzazione Rema sostiene che questi proprietari terrieri comunitari siano ad “alto rischio”. Infatti, gli ejidatarios continuano ad accusare l’impresa Penmont di occupazione illegale e contaminazione delle loro terre e chiedono all’industria mineraria di restituire l’oro estratto illegalmente e pagare un risarcimento per i danni ambientali.

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Non era la prima volta che Robledo e Gómezerano stati presi di mira: erano stati rapiti e torturati nel 2017 da un uomo armato incappucciato in uniforme militare, mentre nel 2002 erano stati molestati e minacciati, proprio quando Penmont aveva iniziato a installare le sue strutture estrattive nella zona. L’organizzazione ha intrapreso un’azione legale contro Penmont ma, afferma, dal primo momento sono aumentate le intimidazioni, le detenzioni arbitrarie, gli omicidi, i rapimenti, le sparizioni forzate. Intanto, Penmont ha rilasciato un comunicato stampa negando la relazione con la morte della coppia.

 


Non accade solo nel Nord del Paese. Il caso di Mariano Albarca, ucciso mentre denunciava la compagnia mineraria canadese Blackfire, nello stato meridionale del Chiapas, il 27 novembre 2009, è ancora avvolto nel mistero. Ma sono molti, oltre ai parenti e altri compagni attivisti, a credere che la compagnia sia coinvolta nell’assassinato. Rema sovrintende alle azioni dell’ufficio del procuratore generale, sostenendo che il governo federale debba assumersi la sua responsabilità storica, proteggendo i suoi cittadini dalle violenze e chiede che 13 proprietari terrieri minacciati possano accedere a meccanismi di protezione.

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