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Ambiente, Trump mette a serio rischio il futuro della ricerca scientifica

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L’Ente per la protezione Ambientale americana potrebbe ridurre il numero di studi a cui i legislatori possono fare riferimento per le nuove leggi in materia sanitaria e ambientale. Secondo gli scienziati “sarebbe una catastrofe”.

Holden Thorp, editore capo di sei delle principali  riviste scientifiche americane, ha criticato la nuova legislazione dell’EPA che potrebbe limitare il processo scientifico e lo sviluppo di nuove politiche  sanitarie e ambientali. L’EPA, l’Environmental Protection Agency, si occupa della protezione ambientale e della salute dei cittadini statunitensi. Il direttore dell’Agenzia viene nominato dal Presidente degli Stati Uniti d’America e partecipa alle riunioni di gabinetto.

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Durante l’amministrazione del presidente Donald Trump, l’EPA ha aumentato gli atti di deregolamentazione ambientale. Inoltre la nuova legge che sta per essere approvata potrebbe avere effetti ancora più gravi, restringendo il numero di studi che i legislatori dell’EPA possono utilizzare per redigere i nuovi regolamenti.

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Secondo la nuova regola i legislatori dell’EPA potranno utilizzare solo studi basati su dati pubblici, in nome della trasparenza.

Questo requisito renderebbe impossibile da utilizzare gli innumerevoli studi basati su dati medici individuali. Questo tipo di analisi, che mostrano ad esempio l’effetto dell’inquinamento dell’aria sulla qualità della vita, sono alla base di un grande numero di leggi in materia ambientale.

L’EPA inoltre vuole rendere la legge sulla trasparenza retroattiva, che vorrebbe dire mettere in discussione decenni di regolamentazione su qualità dell’aria, livelli di mercurio nell’acqua o livelli di piombo nella vernice.

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“Come editore di riviste basate su ricerche scientifiche, supportiamo la condivisione di dati di ricerca, ma riconosciamo anche la validità di studi scientifici che, per motivi confidenziali, non possono discriminare la condivisione assoluta dei dati” ha scritto Holden Thorp, editore capo di Science, Nature, PLOS, PNAS, Cell Press e The Lancet.

L’esempio a cui ha fatto riferimento l’editore è quello degli studi genetici che permettono ai ricercatori di scoprire mutazioni che causano certe malattie.

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La preoccupazione principale è che questa nuova legislazione, anche non fosse retroattiva, andrebbe ad indebolire regolamentazioni che hanno bisogno di essere aggiornate.

L’EPA ancora non ha annunciato quando il nuovo regolamento entrerà in vigore.

 

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